Livorno, le lotte non si processano

Comunicato di Sinistra Anticapitalista Livorno

Riprende oggi il processo ai compagni e compagne accusati/e dalla Procura di Livorno di aver partecipato in questi ultimi anni alle lotte sociali che hanno caratterizzato la nostra città e che li hanno visti protagonisti.

Con questo processo si tenta di far passare davanti all’opinione pubblica che chi si batte per i propri diritti (dal diritto a manifestare a quello di garantire una abitazione dignitosa, a chi è pesantemente colpito dalla crisi e dalle politiche di austerità dei governi PD) è un “violento” e un pericolo.

Non è la prima volta che nel nostro paese i protagonisti dei movimenti vengono colpiti e messi sotto processo.

Esiste oggi, anche in una Livorno devastata dalla crisi, la “necessità” di colpire quella parte di lavoratori/trici, giovani, studenti/esse, disoccupati/e, che insieme cercano di autorganizzarsi e, al di là delle sceneggiate elettorali ed istituzionali, rivendicano diritti fondamentali come quello di un lavoro, una scuola decente, una casa dove abitare.

Tutto questo mentre, al contrario, i responsabili di inquinamento, abuso d’ufficio, speculazioni edilizie e grandi truffe vengono mandati assolti dalla stessa “Giustizia”.

Noi sappiamo benissimo che la repressione è sempre stata l’arma dello Stato per fermare le lotte e ogni pratica antagonista e per questo rifiutiamo il teorema che si vuole imporre secondo cui qualsiasi forma di azione contro gli interessi del blocco di potere dominante sia “illegale” e quindi riportato sul terreno dell’ordine pubblico e giudiziario.

Sinistra Anticapitalista, non riconoscendo la “legalità” di questo sistema e delle sue istituzioni, funzionali solo alla difesa degli interessi di quell’ 1% che relega alla miseria la maggioranza della popolazione, al contrario si schiera nettamente con chi lotta e si oppone, dando la sua totale solidarietà a tutti i compagni e a tutte le compagne che oggi sono sotto processo.