E’ uscito il primo numero de “L’Anticapitalista”

di Checchino Antonini

L'Anticapitalista 001Questo giornale, come anche il sito web, è uno uno degli strumenti di lavoro politico, non solo di propaganda, per una piccola ma ambiziosa organizzazione come Sinistra anticapitalista che intende prendere parte alla ricomposizione della sinistra d’alternativa e alla convergenza delle resistenze sociali all’austerità e alle politiche liberiste.

Questa nota vorrebbe segnalare anzitutto l’innovazione di questo strumento da quelli che lo hanno preceduto. Sarà un giornale che proverà a mettere al lavoro, già nella fase di progettazione e scrittura, il corpo collettivo dell’organizzazione in un lavoro permanente di inchiesta sui territori e i temi di intervento quotidiano, nella ricerca teorica e nella ricognizione delle esperienze internazionali di lotta per l’emacipazione delle classi subalterne.

Anche la fase della diffusione del giornale sarà un ambito di lavoro politico perché servirà a stabilire le interlocuzioni necessarie a uscire “fuori di noi”, stabilire ponti, creare le relazioni che rendano possibili le connessioni fra le lotte in corso contro i processi di ristrutturazione del capitalismo.

Per questo abbiamo creduto utile confezionare questo primo numero a ridosso dell’assemblea nazionale di Bologna dei soggetti che, dall’esperienza della Lista Tsipras per le europee, hanno inteso costruire un percorso per rifondare lo spazio politico a sinistra e alternativo al Pd.

Prima di Bologna e dopo un ciclo di mobilitazioni importanti del mondo del lavoro contro l’attacco del governo Renzi: lotte di notevoli dimensioni ma che pagano lo scotto dei limiti posti dalle scelte della direzione burocratica della CGIL e dalla mancata, o insufficiente, comunicazione tra i mondi del sindacalismo conflittuale e quelli dell’antagonismo sociale.

Questo numero del giornale, con la sua parzialità e i suoi limiti, prova a indagare i processi di ricomposizione politica dentro un contesto segnato dal bilancio dell’autunno sociale e dall’attesa del risultato elettorale greco che può dare un segnale a livello di massa che l’austerità non è l’unico destino possibile per le classi oppresse di tutta Europa. Un contesto reso ancora più plumbeo dal nuovo episodio del “derby” tra barbarie, la strage al Charlie Hebdo e al supermercato kosher di Parigi. Quello che viene definito scontro di civiltà sarà ancora una volta lo spazio dentro il quale verranno sperimentate modalità ancora più stringenti di repressione del dissenso, militarizzazione delle metropoli e guerra globale con i suoi fronti esterno e interno.

Non sarà possibile leggere le dinamiche a sinistra del Pd e i problemi per la ripresa del conflitto sociale in Italia a prescindere dalla torsione autoritaria che verrà impressa dalle reazioni delle borghesie occidentali alle stragi di Parigi.

Buona lettura

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