Elezioni greche del 25 gennaio, l’austerità si può rovesciare

Comunicato dell’Esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista

L’austerità si può rovesciare. È questo il messaggio che la vittoria di Syriza alle imminenti elezioni del 25 gennaio potrebbe mandare a tutta l’Europa. Ed è per questo che Sinistra Anticapitalista sostiene con ogni mezzo a sua disposizione le mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori e le compagne e i compagni greci nella campagna elettorale più difficile, ma piena di speranze della loro storia. Perché Syriza, da tempo, è in testa ai sondaggi grazie alla sua capacità di essere interna alle lotte di massa contro i memorandum della Troika ma è sotto l’attacco concentrico della borghesia di tutta Europa evidentemente ossessionata dalla possibilità che un partito di sinistra radicale possa battere la grande coalzione Nd/Pasok, conquistare la leadership del governo e mettere in discussione la governance ultraliberista dell’Unione europea e i ricatti  delle sue istituzioni finanziarie.
Questo ci spinge a sviluppare una campagna di solidarietà con la popolazione greca e tutte le forze di sinistra e sociali, che si battono contro una politica di austerità feroce che ha collocato al limite della sopravvivenza – nel senso letterale del termine – centinaia di migliaia di greci.
La lotta per porre fine all’austerità può cominciare in Grecia, ma non la si potrà portare a termine se non ci sono forti mobilitazioni del movimento operaio in tutta l’Europa. Tutta la nostra speranza è che la vittoria in Grecia sia seguita da un effetto domino di cambiamento in Europa e di un mutamento dei rapporti di forza sul continente!
Per poter portare avanti un programma economico e sociale alternativo e reggere l’urto delle forze conservatrici il governo di Syriza e delle sinistre di classe avrà bisogno del sostegno e della mobilitazione attiva tutta la classe lavoratrice greca, ma ha bisogno anche della solidarietà e condivisione  dei lavoratori degli altri paesi di Europa.
Una forte campagna internazionalista sarà utilissima e indispensabile perché il governo di Syriza possa concretizzare il programma con cui chiede il voto ai cittadini e alle cittadine: la promessa di soppressione dei Memorandum e delle misure reazionarie, il rifiuto di chiedere ulteriori prestiti o di nuovi Memorandum, la battaglia sul problema del debito a livello europeo, legandolo a quello dell’Italia, della Francia, del Portogallo.
Se la questione del debito è inevitabilmente legata al duro scontro e trattativa con l’Unione Europea e i creditori, la soppressione dei Memorandum e delle misure reazionarie spettano solo alla decisione del governo di sinistra: riportare salari e pensioni al loro livello di prima della crisi; ritorno ai contratti collettivi come esistevano prima; ritorno alla soglia minima di reddito imponibile di 12.000 euro; soppressione dell’insopportabile tassa sul gasolio per riscaldamento. E, per gli strati più poveri della popolazione, urgenti misure anticrisi quali la gratuità di acqua, elettricità, oltre al congelamento dei debiti personali.
Nei prossimi giorni e settimane le forze capitalistiche e le loro istituzioni cercheranno in tutti i modi di impedire la vittoria di Syriza; nello stesso tempo (tanto più se questa organizzazione conseguirà la vittoria) opereranno per condizionarne e svilirne l’azione al fine di alienarle i consensi popolari e provocarne la caduta.
I movimenti e le sinistre europee non devono consentire che le grandi potenze strangolino il governo di Syriza e il movimento operaio in Grecia. Non può che essere l’inizio di uno scontro globale contro la barbara austerità in tutto il continente.  E’ l’ora della solidarietà di classe e di un nuovo internazionalismo. Sappiamo che questo conflitto può cominciare in un piccolo paese, ma sarà vinto definitivamente nelle strade di Roma, Madrid, Parigi, Bruxelles, Lisbona e, come è da sempre nel destino del continente,  perfino Berlino. È ora di agire: ecco quanto possono aspettarsi di meglio Syriza, la sinistra greca e le classi lavoratrici!