Solidarietà con gli operai dell’AST di Terni

Pubblichiamo qui in primo piano il comunicato di Sinistra Anticapitalista dell’Umbria, a cui l’Esecutivo nazionale e la redazione del nostro sito si associano. Il tentativo di impedire con la violenza una pacifica manifestazione in difesa di centinaia di posti di lavoro esprime bene il carattere di classe del governo Renzi e la natura antioperaia delle forze dell’ “ordine”. Si rende sempre più urgente la indizione di un vero sciopero generale nazionale. E la giornata di oggi sarebbe stata la più adatta per proclamarlo, anche per rispondere alla repressione di piazza Indipendenza a Roma. In ogni caso lo sciopero regionale umbro va proclamato e farlo immediatamente sarebbe la migliore preparazione dell’azione nazionale.

Ora sciopero generale in Umbria

Comunicato di Sinistra Anticapitalista Umbria

La vergognosa aggressione degli operai delle acciaierie di Terni avvenuta a Roma mentre
manifestavano pacificamente per difendere il loro posto di lavoro dalla richiesta dei padroni
della Thyssen-Krupp di licenziare 537 lavoratori disvela il vero volto del Governo Renzi.

Infatti le botte, se qualcuno si era illuso o non aveva capito, sono la naturale prosecuzione delle politiche antioperaie di questo esecutico. Prima Renzi non è voluto andare a Terni a parlare con i lavoratori e le locali istituzioni come gli avevano ripetutamente chiesto, poi visto che lui non andava da loro sono andati loro da lui alla Leopolda rimanendo fuori tranne alla fine una piccola delegazione che ha potuto vederlo per poco tempo ed infine le mani promesse da Renzi sono state quelli dei poliziotti che li hanno picchiati. Tutto questo è coerente con chi prende soldi ed offre la platea al finanziere Serra che teorizza l’eliminazione degli scioperi e ha difficoltà ad incontrare persone che stanno per andare sul lastrico.

Sinistra Anticapitalista Umbria nell’esprimere la più totale solidarietà ai lavoratori dell’AST e di condivisione di tutte le forme di lotte che metteranno in essere per tutelare la difesa del loro posto di lavoro, che è e deve essere un diritto primario e reale di tutti e non solo qualcosa di scritto nella Costituzione Italiana, ritiene che le organizzazioni sindacali debbano promuovere rapidamente uno sciopero generale regionale dopo la riuscita di quello cittadino di Terni.

Infatti non muore solo Terni con i licenziamenti ma muore l’Umbria non solo per il PIL prodotto dalle acciaierie che è una parte importante della ricchezza di questa Regione e non solo ma anche per la storia di questa azienda che è strettamente legata a quella del movimento operaio umbro.

Se i licenziamenti passano alla Terni è un segnale per le tante multinazionali che operano in Umbria e per gli imprenditori locali.

Noi siamo e saremo sempre a fianco dei lavoratori contro le logiche del profitto e l’assenza di etica dell’impresa.

Siamo e saremo sempre contro i governi a cominciare da quello di Renzi che non solo di fatto sono sempre dalla parte delle imprese ma non hanno problemi ad ordinare l’uso della violenza fisica contro la manifestazione di legittime esigenze a cominciare dal diritto al lavoro.

Sinistra Anticapitalista Umbria

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