Milano, fascisti e leghisti in piazza Duomo, 5000 antifascisti in corteo

La giornata milanese di ieri è simbolicamente significativa.

Io sto con PutinLa Lega Lombarda ha fatto un passo in avanti nella corsa per divenire il Front National italiano. Tra 40 e 50.000 leghisti hanno invaso Piazza Duomo con parole d’ordine razziste e profondamente reazionarie. Una presenza confusa che metteva assieme le “vecchie” ma mai tramontate pulsioni secessioniste, la difesa dei “confini nazionali” dalla invasione degli immigrati e l’osanna a Putin e al suo regime. Una massa di persone tra le quali vi erano molti neofiti attratti dalle parole d’ordine razziste agitate a man bassa nei giorni precedenti.

Matteo Salvini ha così definitivamente preso in mano la Lega per farla diventare una forza d’ordine ampliando pericolosamente i margini di manovra della bestia Borghezio.

Nazi MilanoI fascisti, intorno a Casa Pound, sono, per la prima volta dal dopoguerra, entrati coi loro simboli e i loro saluti romani in Piazza Duomo. Una presenza massiccia di 1500/2000 militanti inquadrati all’interno del corteo leghista ma visibilissimi, compartecipi del servizio d’ordine della manifestazione (a loro pettorine rosse) e ammirati da molti dei suoi partecipanti.

Quella fra fascisti e leghisti è una saldatura pericolosa foiera di grossi guai per i prossimi tempi.

Nello stesso momento in cui parlava Salvini, arrivava in Piazza Santo Stefano (a poche centinaia di metri dal Duomo) la manifestazione antirazzista e antifascista con cui la sinistra milanese è riuscita a rispondere alla mobilitazione nazi-leghista. Più piccola (si trattava di una mobilitazione solo cittadina), ma i più di cinquemila compagni e compagne che sono scesi in piazza hanno rappresentato una degna risposta a Salvini e Iannone, La cosa è evidente leggendo i giornali di domenica che alle cronache della manifestazione leghista accompagnano sempre quelle della contromanifestazione.

Cinquemila dicevamo, molti i giovani, una forte presenza di alcuni centri sociali (in particolare del Cantiere), reti antifasciste di vario tipo, il coordinamento della Lista Tsipras, Rifondazione e altre organizzazioni. I compagni e le compagne di Sinistra Anticapitalista hanno dato vita a uno spezzone combattivo e numeroso. Unico neo la presenza, fortunatamente limitata, di effigi di Putin e di bandiere russe, le stesse effigi e le stesse bandiere che venivano contemporaneamente esposte da settori di leghisti.

Ma, assieme a queste presenze, spiccavano molte assenze a partire da Sel, alcuni centri sociali e il mondo sindacale tutto. Certo, militanti sindacali erano presenti al corteo, ma nessuna organizzazione ha lavorato per una presenza effettiva. La CGIL da parte sua ha fatto uscire uno scarno comunicato senza dare nessuna adesione, nemmeno formale, alla manifestazione. Lo stesso ha fatto l’ANPI. Se l’insieme della sinistra avesse chiamato alla mobilitazione l’impatto della mobilitazione leghista e fascista sarebbe certamente stato molto più debole.

Da parte nostra continueremo l’iniziativa per allargare il fronte antifascista nella nostra città.

Intanto mercoledì 22 ottobre alle 21.00 presso la nostra sede in Via Varchi 3, costruiremo una serata di riflessione sulla nuova destra con la partecipazione di Saverio Ferrari dell’osservatorio sulle nuove destre, Aldo Giannuli docente della università statale e con la presenza di Franco Turigliatto dell’esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista.