La Cgil nel pantano

Di seguito riportiamo l’ordine del giorno di minoranza presentato dalle compagne e i compagni dell’area “Il sindacato è un’altra cosa – opposizione in Cgil”.

La condizione sociale ed economica del paese sta precipitando sotto i colpi delle politiche d’austerita’ e del rigore imposto dalla UE. Il programma dei 1000 giorni del presidente del consiglio Renzi si muove nella direzione di flessibilizzare, precarizzare, impoverire il lavoro attraverso la manomissione dello statuto dei diritti dei lavoratori e la cancellazione di quello che resta dell’art.18, il blocco dei contratti del pubblico, la riforma della scuola e della PA. Renzi accoglie così la richiesta della UE  per ottenere un allentamento del patto di stabilità. Il rigore economico e le politiche d’austerità’ sono il pretesto per liquidare il modello sociale europeo, le conquiste del movimento operaio e vanno contrastate. Senza una rottura netta e profonda con queste politiche il quadro e’ destinato a peggiorare ulteriormente. Il mondo del lavoro, i movimenti, devono imporre una diversa agenda politica e sociale. E’ necessario unificare le lotte  per la difesa del patrimonio industriale, dell’occupazione, dei salari. La Cgil dichiara la propria totale contrarietà alle scelte del governo Renzi e la propria indisponibilità alla richiesta di confindustria di aprire un tavolo sulle regole contrattuali allo scopo di ottenere la cancellazione della contrattazione collettiva. Proclama lo sciopero generale di tutta la giornata lavorativa di tutti i lavoratori e le lavoratrici quale inizio di una mobilitazione straordinaria a cui dare continuità e determinazione. Avvia una campagna straordinaria di assemblee nei luoghi di lavoro, nei quartieri, con le e i giovani precari, con le realtà sociali di movimento per ricostruire un rapporto tra la propria iniziativa e i bisogni sociali. La cgil propone a tutto il sindacalismo confederale e di base e ai movimenti  che stanno lavorando allo sciopero sociale la costruzione di un fronte unico contro le politiche del governo Renzi, contro l’austerità e per ricostruire un quadro di diritti, tutele, nuova occupazione, per aumentare salari, pensioni e dare un reddito a chi ne è privo. Quanto accaduto a Fermo con l’uccisione di due lavoratori che rivendicavano il pagamento del loro salario arretrato da parte del loro ex padrone e’ un fatto di una gravità inaudita che testimonia lo stato di barbarie in cui versa il paese e che rischia di diventare condizione generale. La Cgil promuove una manifestazione di denuncia di quanto accaduto e a difesa del diritto dei lavoratori e delle lavoratrici contro ogni abuso e violenza.

Eliana Como Sergio Bellavita Mario Iavazzi Maria Pia Zanni