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STOP AL MASSACRO!

FERMIAMO LA CRIMINALE AGGRESSIONE AL POPOLO PALESTINESE!

E’ iniziata l’offensiva via terra sulla striscia di Gaza, già pesantemente martoriata dai bombardamenti dell’aviazione israeliana. Ad oggi le vittime sono più di 300; i feriti più di 1.500; migliaia gli sfollati che non riescono a trovare rifugio in quello che è un vero e proprio carcere a cielo aperto. Le cifre, purtroppo, sono destinate ad aumentare.

La principale vittima è la popolazione civile: donne, bambini, uomini palestinesi inermi. Il pretesto del governo israeliano è quello di arrestare il lancio dei razzi provenienti dalle fazioni di Hamas. Eppure dal 2012 non vi è stata alcuna vittima israeliana colpita da questi razzi.

Di fronte alla propaganda di guerra, sostenuta da gran parte dei mass-media italiani e avvalorata dal Presidente della Repubblica Napolitano in un’intervista a La Stampa, occorre ricordare alcuni fatti: da quando Hamas ha assunto il controllo della striscia di Gaza, ossia 7 anni fa, ci sono state 17 vittime israeliane, la gran parte delle quali è caduta durante l’Operazione “Piombo fuso” del 2008 e l’“Operazione pilastro di difesa” del 2012. Durante queste due operazioni di guerra persero la vita 2000 palestinesi. Non esiste alcuna “simmetria” tra le due violenze. La sproporzione tra le “colpe” e le “punizioni” inflitte è enorme. Ad ogni tentativo di resistenza gli israeliani rispondono con la logica del cento per uno, con rappresaglie che colpiscono in blocco una popolazione che non ha nulla a che vedere con gli episodi scelti a pretesto.

Le tre vittime giovani israeliane costituiscono un altro pretesto. Da giorni, la propaganda di guerra omette il fatto che i tre giovani sono stati rapiti e uccisi in Cisgiordania, dove la rappresaglia è stata dura e spietata, così come a Gerusalemme. Continue sono le vessazioni da parte della polizia e delle bande di coloni; d’altro canto, si è già dimenticata l’orribile morte del giovane Mohammed Abou Kdeir che ha messo in evidenza la violenza razzista dello stato israeliano.

Non si può capire, del resto, cosa succede a Gaza guardando solo gli ultimi avvenimenti, e facendo credere che tutto sia partito da un singolo gesto a cui si risponde. È dal 1948 che i palestinesi, a Gaza come nel resto della Palestina occupata, sono condannati a un’umiliazione perenne. Hanno perso la loro terra, l’acqua, la libertà, tutto. Tanto meno gli si riconosce il diritto di votare per scegliere i propri governanti. A Gaza, quando nel 2006 elezioni controllate da osservatori internazionali hanno dato una netta maggioranza ad Hamas, tutta la popolazione è stata punita trasformando in una prigione a cielo aperto quel territorio sovraffollato per l’afflusso di palestinesi scacciati da altre zone.

L’obiettivo è un altro: Benjamin Netanyahu e i suoi alleati di estrema destra vogliono piegare lo spirito di resistenza del popolo palestinese seminando il terrore tra la popolazione civile e arrestare il pur fragile percorso di “unità nazionale” tra Hamas e Anp . Nel frattempo la destra punta ad alimentare il razzismo nella società israeliana nel tentativo di sostenere il progetto coloniale.

Ancora una volta, i governi occidentali, l’Italia in testa ( è il maggiore esportatore tra i paesi dell’Unione Europea di sistemi militari, tra cui gli aerei, e di armi leggere verso Israele) sono complici del massacro e si rifiutano di condannare la politica dello Stato israeliano, di prendere delle sanzioni e sospendere i trattati commerciali stipulati con esso.

Sinistra Anticapitalista sostiene tutte le iniziative a sostegno del popolo palestinese volte a fermare la nuova aggressione dello stato israeliano che si tengono in questi giorni in diverse città italiane. Si impegna, inoltre, a costruire una più ampia e unitaria possibile di tutte e di tutti coloro che hanno cuore la pace, la difesa dei diritti umani, democratici e nazionali del popolo palestinese.

 

 

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