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Israele, i coloni “selvaggi e incontrollabili” prolungamento del governo

da “L’Anticapitaliste”, traduzione di Titti Pierini

Michel WarschavskyNonostante sia stata rilasciata prima degli ultimi avvenimenti, nei quali i coloni stanno avendo un ruolo importante, riteniamo utile questa intervista a Michel Warschawski, militante della sinistra anticolonialista israeliana (nella foto).

In Israele è presente il fenomeno dell’estrema destra?

È difficile rispondere a questa domanda. Il governo in carica è esso stesso di estrema destra e questi gruppi, che vengono chiamati “Tag Me’hir”, sono i suoi figli legittimi. L’ideologia dei partiti politici al potere e la loro politica alimentano le azioni di questi gruppi.

Che cosa significa “Tag Me’hir”

Significa “il prezzo da pagare”… Ogni volta che il governo prende una misura che sembra frenare l’ardore colonizzatore, questi giovani non se la prendono con l’esercito occupante, ma fanno pagare i vicini contadini palestinesi, sradicando i loro ulivi, aggredendo quelli che cercano di lavorare la propria terra, rivendicata dai coloni, prendendo di mira le loro auto, le case, i luoghi di culto.

Perché attaccare luoghi di culto?

L’ideologia dei coloni è passata dal nazionalismo al messianismo, e rientra nel quadro di una guerra di civiltà. La guerra contro l’islam si poteva ancora “spiegare” con l’identificazione islam = terrorismo. Quella condotta contro i cristiani è completamente ideologica: tutto quel che non è ebreo è male. Niente di più elementare di questo…

Come spieghi allora la recente aggressione di militari alla colonia cosiddetta estremista di Yitshar?

Il potere intende conservare il monopolio della violenza o, perlomeno, riuscire a controllare le milizie dei coloni e sfruttarle. I giovani di Tag Me’hir sono diventati un Golem (figura antropomorfa immaginaria della mitologia ebraica. Nell’ebraico moderno equivale anche a “robot”, ndr) che oggi stenta a controllare. Le loro aggressioni contro i palestinesi fanno parte di una divisione dei compiti, in una strategia volta a terrorizzare la popolazione.

Il problema è che questi giovani si sono resi autonomi rispetto alle decisioni ufficiali dei coloni, e hanno varcato due linee rosse: da un lato, aggrediscono gli stessi palestinesi di Israele, soprattutto in Galilea e, dall’altro lato, devastano i luoghi di culto. Quest’ultima cosa reca grave danno all’immagine di Israele, specie quando si tratta di chiese.

Come reagisce la società israeliana?

La maggioranza non gradisce l’esazione di Tag Me’hir, per l’immagine di Israele che offrono, soprattutto in Occidente. Tuttavia, i raduni anti-Tag Me’hir mobilitano solo alcune centinaia di manifestanti: avendo chiuso gli occhi di fronte a quattro decenni di violenza antipalestinese nei territori occupati, l’opinione pubblica è vittima di un fenomeno di assuefazione: ci si abitua a questa violenza quotidiana per riuscire a vivere la propria quotidianità, una quotidianità che gira le spalle all’occupazione coloniale che, pure, si svolge a venti minuti da casa.

E i politici?

Se l’opinione pubblica resta divisa più o meno a metà, la direzione politica dello Stato, quanto a lei, è chiaramente di destra. Come spiegare il fossato tra il popolo e la sua rappresentanza politica? La risposta si trova nel voto massiccio per il nuovo partito Yesh Atid e nel suo leader Yair Lapid (19 deputati su 120), che ha saputo veleggiare sulle proteste di massa dell’estate 2011 e sulla voglia di cambiamento, specie fra i giovani.

Quando l’astro televisivo Yair Lapid si è presentato alle ultime elezioni è stato descritto dai mezzi di comunicazione di massa come di “centro sinistra”. In base alle poche opinioni politiche da lui espresse, nel migliore dei casi, Lapid è il centro-destra… Non c’è voluto molto per accorgersene: con i suoi 19 deputati, ha immediatamente costituito un blocco con il partito di estrema destra “Casa ebraica”, per entrare nel governo di destra di Netanyahu in posizione di forza. Successivamente, non ha fatto che moltiplicare le dichiarazioni razziste, nonché iniziative populiste nazionaliste.

Sembrerebbe che tu stia dicendo che tra il governo e i coloni c’è una divisione di compiti?

L’ultimo Rapporto di Amnesty International ci offre un abbozzo di risposta: “la mano lieve dell’esercito verso i coloni che impiegano la violenza contro i palestinesi, e l’eccessiva violenza dello stesso verso i palestinesi che manifestano contro la violenza israeliana, determinano una situazione in cui numerosi coloni sono convinti di potere aggredire palestinesi e distruggerne i beni senza temere di venire arrestati e processati per queste loro azioni”. La cosa, di fatto, va ben oltre: i cosiddetti coloni “selvaggi e incontrollabili” costituiscono il prolungamento del governo di coloni che dirige attualmente lo Stato ebraico.

Ma il governo ha perso il controllo del “Golem” da lui stesso costruito?

Infatti, perché quando l’estrema destra assale alcune chiese e minaccia di “far pagare il prezzo” ai cristiani, durante la visita di papa Francesco in Israele/Palestina, mette in serio imbarazzo il governo. È ciò che spiega il fatto che una serie di personaggi politici chiedano, da un po’ di tempo, di dichiarare i gruppi di Tag Me’hir un’organizzazione terrorista e di trattarli come tali. È poco verosimile, tuttavia, che il trio Netanihau-Yaalon-Bennett accetti di smarcarsi da quelli che si sono formati alla loro scuola, una scuola di odio razzista e di nazionalismo messianico.

Cha fare qui in Europa?

Soprattutto, non essere tentati da un’errata distinzione tra una “minoranza di coloni violenti” e un governo presunto ragionevole. Entrambi propongono il loro progetto coloniale in totale sincronizzazione. Di qui l’importanza della Campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni, ndr) e di servirsi delle esazioni di Tag’Me’hir per rafforzare la delegittimazione dello Stato coloniale ebraico.