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USA, una socialista nel Consiglio comunale di Seattle

di Berry Shepperd da International Viewpoint, traduzione di Antonello Zecca

Kshama_Sawant_1Kshama Sawant (nella foto), apertamente socialista, è stata eletta alle elezioni di novembre nel consiglio comunale di una grande città americana, Seattle. Bisogna tornare alla prima metà del Ventesimo secolo per trovare qualcosa di simile negli Stati Uniti.

Sawant, nata in India ma vissuta negli Stati Uniti e ora cittadina statunitense, ha partecipato alle elezioni da attivista. Aveva attirato l’attenzione per la prima volta in occasione delle proteste locali del movimento Occupy nel 2011, in cui erano stati occupati un parco cittadino e un Campus universitario.

Se da una parte Occupy in quanto movimento organizzato si è man mano esaurito, dall’altra molti fra coloro che ne erano stati ispirati/e si sono organizzati/e su altri fronti, tra cui l’opposizione ai pignoramenti immobiliari, il sostegno agli scioperi e alle manifestazioni dei lavoratori dei fast food e l’opposizione al passaggio nell’area di Seattle di vagoni carichi di carbone per l’export verso l’Asia. Sawant è stata la portavoce più in vista di queste azioni e i loro attivisti hanno formato la spina dorsale della sua campagna.

Alcuni giorni dopo la conferma della sua vittoria di misura in una competizione molto serrata, la nuova consigliera comunale ha sostenuto i lavoratori della Boeing in lotta contro l’azienda. I lavoratori dell’Associazione Internazionale dei Meccanici della Boeing avevano respinto a larga maggioranza un contratto di appalto.

Il Los Angeles Times ha così riportato l’evento: “La pioggia, fredda, scivolava lungo il suo poncho blu scuro, ma la nuova consigliera comunale profferiva parole di fuoco. Circondata dai lavoratori del sindacato accorsi per sostenere i meccanici della Boeing, Kshama Sawant ha denunciato il sistema politico bipartitico, l’avidità delle multinazionali, i contratti militari e i dirigenti del gigante del settore aerospaziale… ‘Non abbiamo bisogno di dirigenti!’ ha gridato la prima socialista eletta a Seattle che si ricordi, mentre la folla bagnata la acclamava e il traffico dell’ora di punta scorreva via silenziosamente. ‘Abbiamo bisogno che la Boeing divenga proprietà pubblica sotto il controllo democratico dei lavoratori, della comunità!’ ”

Sawant ha imperniato la sua campagna su un programma di rivendicazioni immediate attinenti alla perdurante recessione che i lavoratori devono affrontare in un contesto di crescenti disuguaglianze, mentre i capitalisti continuano ad ammassare vasti profitti e i mercati azionari hanno raggiunto i massimi storici. I punti chiave erano tre: aumento del salario minimo a quindici dollari l’ora, porre un freno all’aumento stratosferico degli affitti a Seattle, e una patrimoniale ai miliardari per finanziare un sistema di trasporto pubblico e altri progetti in città.

Queste rivendicazioni, e altre che i socialisti possono sviluppare, vanno in direzione opposta al sentiero dell’austerità che i Democratici e i Repubblicani hanno tracciato, e hanno toccato un nervo scoperto, così come ha fatto la denuncia dei Democratici e dei Repubblicani. Il Paese intero ha assistito al fallimento dei due partiti del Capitale di rispondere ai bisogni del “99 percento” mentre l’ “1 percento” è stato cotto a fuoco lento durante, e oltre, la Grande Recessione.

Sawant non ha nascosto o minimizzato il fatto di essere socialista ed è importante che abbia vinto in un’elezione cittadina come tale. Ciò dimostra come ci sia una nuova apertura nei confronti del socialismo, in special modo tra i giovani. Un articolo del New York Times ha riportato una dichiarazione di Sawant: “Penso che abbiamo dimostrato agli scettici più intemerati che l’etichetta di socialista non è un ostacolo al successo di una campagna popolare”.

Anche l’uomo che è stato sconfitto, il democratico Richard Conlin, già in carica da sedici anni, ha dichiarato dopo le elezioni: “Non credo che il socialismo spaventi molta gente a Seattle”. Un recente sondaggio ha anche rivelato che circa il 60% delle persone di età compresa tra i 18 e i 29 anni preferisca il socialismo al capitalismo, se posta di fronte all’alternativa.

Ciò non deve però essere enfatizzato. La vittoria di Sawant e questi sondaggi non significano che il socialismo sia ben compreso, o che un’ampia maggioranza si consideri socialista. Le organizzazioni socialiste continuano a perdere aderenti e il socialismo è tabù per molti, particolarmente nelle aree più arretrate del Paese. Tuttavia esiste il potenziale affinché i socialisti facciano progressi con proposte concrete e favoriscano un maggiore ascolto alle idee socialiste.

Seattle è una città saldamente democratica e questo indica che Sawant non ha dovuto affrontare l’ostacolo del “male minore”, a causa del quale la gente è spinta a votare democratico per paura che un repubblicano possa prevalere. La competizione è stata tra un democratico e una socialista. Seattle ha ora un Consiglio comunale a due partiti, senza l’ombra di un repubblicano.

La campagna elettorale di Sawant è iniziata in modo molto semplice. È stata capace di sfruttare il fatto che Seattle fosse una città governata da un solo partito per sottolineare che questo partito serve gli interessi dei capitalisti che dominano l’area. Con le sue parole: “la macchina del Partito Democratico (…) governa questa città nell’interesse esclusivo dei ricchi e dei potenti”, apostrofando Conlin “politico zerbino delle corporations”. Nel corso della campagna elettorale, ciò si è reso via via sempre più chiaro.

“Conlin ha raccolto fondi da ogni singolo interesse legato alla proprietà immobiliare, influenti studi legali, magnati dell’edilizia commerciale, capi delle ferrovie e così via”, ha evidenziato un notista. Sawant ha rifiutato queste sovvenzioni ma quando la sua campagna ha cominciato a decollare, i militanti di base sono riusciti a raccogliere la considerevole somma di 125.000 dollari (meno di quanto abbia speso Conlin). Conlin poteva godere anche del sostegno del Seattle Times (il principale quotidiano cittadino), il coordinamento locale del Partito Democratico, un certo numero di sindacati, le organizzazioni ambientaliste tradizionali, e altri funzionari eletti.

Sawant ha inizialmente ricevuto la sua istruzione a Mumbai, in India, quindi negli Stati Uniti. Attualmente insegna economia al Seattle Community College. La sezione locale della Confederazione Americana degli Insegnanti la ha sostenuta, allo stesso modo della locale sezione dell’Unione Internazionale dei Lavoratori dei Servizi (SEIU). È stata anche appoggiata da Stranger, un giornale delle comunità di quartiere che si rivolge ai giovani, i militanti alternativi e le persone LGBTQ.

Ma proprio mentre la sua popolarità cresceva, ci sono state anche alcune interessanti defezioni. Alcuni funzionari democratici hanno rotto i ranghi e sostenuto Sawant, nonostante le vibranti proteste di Conlin. Il consiglio sindacale centrale del distretto di Seattle, ha votato 28 a 21 per il sostegno alla socialista, non i due terzi necessari a un sostegno formale, ma sufficienti a guadagnarsi i titoli delle prime pagine. Infine lo stesso Conlin ha cambiato posizione sostenendo il salario minimo a 15 dollari, così come i due democratici che competevano per la poltrona di sindaco.

Un altro fattore nel sostegno a Sawant è stata la presidenza di Conlin della commissione per l’uso del territorio nel Consiglio comunale, che aveva una posizione a favore della speculazione edilizia. Un attivista scriveva in una lettera a un giornale, “Quando i cittadini comuni partecipavano in massa agli incontri della commissione, Conlin ignorava i nostri argomenti” per fermare i violenti abusi degli speculatori. “I membri del Consiglio ci avevano detto che le nostre idee non potevano costituire un punto di partenza, così ci siamo rivolti a Sawant e abbiamo scoperto che lei capiva le nostre preoccupazioni. Vuole ardentemente che il potere sia della gente, non delle multinazionali”.

La sua campagna ha attirato l’attenzione anche in India. Il terzo maggior quotidiano al mondo, il Times of India, ha scritto che Sawant “ha elencato la lista dei misfatti sia da parte repubblicana che da parte democratica: Guantanamo, gli attacchi dei droni, l’Afghanistan, la sottomissione a Wall Street, l’incarcerazione di Bradley Manning…”

Kshama Sawant ha corso come candidata di Socialist Alternative, un’organizzazione aderente al Committee for a Workers International (CWI) che ha sede in Gran Bretagna. Il CWI si considera trotskista. La campagna elettorale di Sawant è stata sostenuta da Solidarity e dall’International Socialist Organization. C’è da sperare che sforzi simili possano mettere insieme socialisti rivoluzionari di diverse provenienze negli Stati Uniti in un lavoro e una discussione comuni.