GENOVA CHIAMA LIVORNO DEVE RISPONDERE

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I tranvieri genovesi ci stanno dimostrando che si possono fare anche le lotte vere e non solo gli scioperi inutili!

Alla fine i nodi vengono al pettine. Era logico che l’operazione della CCT che ricordiamo è una società partecipata dalle ex compagnie locali di trasporto di Livorno, Pisa e Lucca insieme a delle società private comportasse una riduzione dei diritti dei lavoratori. Come in tutte le privatizzazioni a rimetterci sono in primis i lavoratori privatizzati e poi i cittadini che si vedono togliere servizi e aumentare le spese.

Con la creazione della CTT i lavoratori hanno visto subito ridurre il proprio stipendio e il lavoratori precari il rischio di perdere il lavoro. Certo questo succede quando il servizio pubblico perde il suo valore e diventa merce da dove estrarre valore che invece di essere reinvestito e ridistribuito finisce nelle casse dei privati.

E’ necessario ristabilire che il trasporto pubblico è “un bene comune”, e come tale deve essere trattato. I lavoratori di Genova hanno  lanciato un messaggio di lotta molto concreto che parla all’insieme delle masse popolari colpite dalla crisi e che lancia un forte segnale di solidarietà a tutte le lotte per i beni comuni e in difesa dei diritti del lavoro e contro le privatizazioni. Quando dicano che non ci sono soldi per mantenere società pubbliche mentono. Le risorse ci sono e vanno prese da altre tasche, non quelle dei lavoratori, dei precari, dei pensionati. Basterebbe, per fare un esempio, dirottare i miliardi di finanziamento per le cosiddette “Grandi opere” devastanti quali il TAV in Val Susa, il Terzo valico verso invece utili e vere grandi opere, come un vasto piano di sostegno alla mobilità collettiva nelle grandi città.

 

La lotta dei tranvieri genovesi , come quella contro il TAV o per il diritto alla casa, indicano che le lotte posso moltiplicarsi. Dobbiamo lavorare per l’unità dei vari movimenti che già si manifestano o che possono manifestarsi e costruirsi; i nemici sono gli stessi, governo e padroni per usare un’espressione desueta, ma non per questo meno reale. Servono obbiettivi e piattaforme comuni, per tornare protagonisti rifuggendo dall’individualismo; occorre contrastare la demoralizzazione di coloro che invocano genericamente forche o galera per tutti, finendo di non riconoscere i comuni interessi che hanno con la persona che sta dall’altra parte della strada, che ha un altro tipo di lavoro, ma che soffre come lui

Come Sinistra Anticapitalista sosteniamo e partecipiamo alla lotta dei lavoratori AMT, ASTER e AMIU che sono scesi in sciopero a Genova e anche qui a Livorno siamo insieme ai lavoratori CTT.

Sinistra Anticapitalista Livorno si riunisce i mercoledi’ alle 21 in via Verdi 15.