Legge di bilancio, la priorità è il riarmo: tagli al sociale e regali alle imprese

La manovra Meloni scarica i costi sulle classi lavoratrici. La risposta è una battaglia di classe per finanziare sanità, scuola, casa e ambiente, tassando capitali e rendite e riducendo le spese militari ★ Franco Turigliatto

➳ La legge di bilancio esprime in termini economici quali siano le scelte sociali e politiche di fondo del governo nella gestione degli interessi della classe dominante, dove si prendono i soldi e dove vengono impiegati. Il governo Meloni sperava di poter gestire una finanziaria contenuta nelle sue scelte che le permettesse di affrontare nel migliore dei modi la prossima scadenza delle elezioni politiche, un provvedimento che le permettesse misure significative di contenimento delle bollette energetiche, qualche fasullo intervento fiscale verso le lavoratrici e i lavoratori (per esempio la detassazione degli aumenti contrattuali) e poi soprattutto ulteriori interventi a favore della piccola e media borghesia, bacino non solo elettorale, ma anche sociale fondamentale per consolidare la sua egemonia nel paese, ferme restando le politiche di pieno sostegno alle imprese capitaliste.

Le pesanti ricadute della grave crisi energetica internazionale, le scelte delle borghesie europee e della Nato di alzare al massimo l’asticella delle spese militari nella marcia accelerata verso il vergognoso 5% del PIL e infine il fallimento del tentativo di uscire dal procedimento di infrazione della UE rispetto al deficit pubblico rimasto sopra il 3% del PIL, hanno complicato i conti del governo, con il ministro dell’economia Giorgetti costretto a rimandare la presentazione del testo della legge di bilancio e il governo impegnato in una difficile trattativa con i vertici UE per ottenere ulteriori elementi di flessibilità, cioè di utilizzare ancor più debito rispetto a quello già concordato.

Lo scostamento di bilancio permesso dalla UE è per ora di 29 miliardi, di cui circa quindici per la spesa militare e 14 per la transizione energetica; il governo italiano chiede non solo che questi 14 miliardi possano essere stornati in altra direzione, cioè a fronteggiare gli aumenti dei prodotti energetici, ma anche un ulteriore incremento della flessibilità, cioè altri miliardi da utilizzare per il medesimo scopo. E’ stato quindi inviato alla Commissione Europea e al Parlamento italiano solo il Documento Programmatico di Bilancio, mentre la legge vera e propria arriverà più tardi nella speranza che la trattativa con la UE arrivi a buon fine. In questo testo volutamente generico si preannuncia che la legge finanziaria sarà intorno ai 23,5 miliardi (di cui 13,5 finanziati a debito), che ci saranno interventi a favore delle famiglie e delle imprese e che arriveranno risorse dalle banche, dai giochi e dalla revisione della spesa pubblica. Solo 3 misure sono ben chiare: 15 miliardi saranno utilizzati nei prossimi 3 anni per la spesa militare (4,6 nel 2027), che i capitalisti avranno un altro cospicuo regalo con l’iperammortamento, che ci sarà un taglio della spesa pubblica, cioè della spesa sociale dello 0,05% del PIL, cioè 4,5 miliardi, che salirà a 0,08 negli anni successivi.Significativo che negli ultimi 4 anni la spesa per la sanità sia scesa del 7,5%, l’istruzione del 7,4%, molto di più ancora la cultura (22,4%)e quella per l’ambiente.

Lo stesso Giorgetti ha riconosciuto che se forse nel 2026 il disavanzo resterà sotto il fatidico 3%, negli anni successivi tornerà a superare questa soglia, per cui l’Italia rimarrà ancora nella tagliola della procedura di infrazione

La battaglia sulla legge di bilancio sarà una dura battaglia di classe nei prossimi 2 mesi.

Le banche hanno detto per intanto che non vogliono pagare il modesto obolo che il governo chiede loro. Avremo, da una parte il padronato (con il governo delle destre che ne cura gli interessi) che vuole difendere tutti i privilegi fiscali, le prebende statali e la piena libertà dello sfruttamento del lavoro, dall’altra parte le classi lavoratrici, i giovani senza futuro, i migranti che si battono perché siano fatti grandi finanziamenti sociali a partire da alcuni terreni fondamentali, la sanità, la scuola,la casa e l’ambiente, garantendo questi diritti per tutte/i , che sia reintrodotta la scala mobile per difendere salari e stipendi e un vasto piano per l’ambiente; tutte queste misure sono possibili solo tagliando drasticamente le spese militari e  operando forti misure di tassazione del capitale e della rendita finanziaria.

E’ questo il senso delle manifestazioni che già ci sono state, a partire da quella del 17 ottobre “La via Maestra”, e degli scioperi nazionali già convocati dai sindacati di base (30 ottobre), dalla CGIL e dal movimento europeo dei giovani (20 novembre).