Sua maestà l’imperialismo

di Michele Azzerri

Elisabetta II è stata la regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e capo di stato di altri 14 reami del Commonwealth delle nazioni: Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Belize, Canada, Grenada, Giamaica, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Isole Salomone e Tuvalu.

Circa 150 milioni di persone nel mondo sono state suoi sudditi.

È stata inoltre governatrice suprema della Chiesa d’Inghilterra e comandante in capo delle forze armate. Come erede dell’impero coloniale britannico, è stata direttrice del Commonwealth, organizzazione intergovernativa di 56 stati composta principalmente da ex colonie britanniche.

Il suo lungo regno è stato caratterizzato (e non potrebbe essere altrimenti essendo un reame) da politiche coloniali e imperialiste in giro per il mondo e da politiche capitaliste contro le classi popolari e lavoratrici nel Regno Unito. Particolarmente cruenti per la vita di milioni di persone le politiche neoliberiste e d’austerità antioperaie degli ultimi quarant’anni. Dal governo conservatore di Margaret Thatcher ad oggi, passando per il governo laburista di Tony Blair, le condizioni di vita e di lavoro delle classi lavoratrici sono drasticamente peggiorate, con la cancellazione dei diritti faticosamente conquistati dalla classe operaia dalla fine del secondo conflitto mondiale.

La dipartita della regina Elisabetta non ci addolora, ma ci addolora che dopo di lei verrà un altro regnante.

Parafrasando il rivoluzionario Leon Trotsky, lo Stato capitalista non si basa sul re o ministri e non può essere eliminato con la loro morte. Gli interessi delle classi che rappresentano troveranno sempre nuove persone per mantenere il meccanismo intatto e continuare a funzionare.

Per questo motivo dobbiamo imparare a costruire una battaglia di massa collettiva contro le ingiustizie sociali, per il rovesciamento di questo sistema e per la costruzione di una società ecosocialista.


L’immagine è tratta dalla prima pagina di Bandiera Rossa numero 9 del 9 maggio 1982, allo scoppio della guerra tra Argentina e Regno Unito per il controllo delle isole Falkland, parte dell’impero coloniale britannico nell’oceano Atlantico.

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