GENERALIZZIAMO LA LOTTA E GLI SCIOPERI PER FERMARE LA VIOLENZA DEI PADRONI

L’uccisione di Adil Belakhdim, giovane coordinatore sindacale del SiCobas e padre di due bimbi durante lo sciopero nazionale della logistica, investito intenzionalmente da un camion mentre era in corso una manifestazione dei lavoratori alla Lidl di Biandrate, è stato un terribile omicidio.

Come tentati omicidi erano stati quelli della settimana prima alla FEDEX nel lodigiano a danno di lavoratori in sciopero. I padroni della logistica dimostrano così quella che è la loro vera natura, disposti non solo a sfruttare sino all’osso i propri lavoratori ma anche ad usare la violenza per intimidirli e fermarli nella lotta per i loro diritti e contro lo sfruttamento.

Il Presidente del Consiglio si è detto addolorato per la morte di Adil e ha chiesto che venga fatta piena luce sull’accaduto, quasi che non fosse già del tutto chiaro che siamo di fronte a una escalation di violenza da parte delle forze padronali della logistica per stroncare con ogni mezzo le lotte e le richieste dei lavoratori. La peggior giungla capitalista regna in questo settore, dove il sistema degli appalti e dei subappalti, della precarietà, del ricatto, della divisione dei lavoratori, del razzismo, delle minacce ed infine quello della violenza fisica ed oggi dell’omicidio ha un solo fine: garantire sempre più lo sfruttamento della forza lavoro e la realizzazione dei profitti. Ed è ancora più grave che da molti mesi l’iniziativa violenta dei padroni contro i lavoratori abbia trovato le forze dell’ordine non solo del tutto inattive, ma, in molti casi anche direttamente complici.

Né sono accettabili i balbettii e le dichiarazioni ipocrite di vari esponenti del governo di fronte alla gravità dei fatti prodottesi. Il governo è pienamente responsabile di quello che è avvenuto. Le responsabilità del governo attuale e di quelli che li hanno preceduti sono ancora più evidenti perché sono stati proprio loro ad attaccare uno dopo l’altro i diritti e le conquiste passate del mondo del lavoro, generalizzando le leggi che sanciscono la precarietà e l’arbitrio padronale per dare ai capitalisti mano libera sull’uso della forza lavoro.

Come un secolo fa, i sindacalisti ed i militanti operai sono nel centro del mirino di squadracce semifasciste e di vigilantes al soldo dei proprietari. E’ una situazione gravissima, che il movimento sindacale tutto, aldilà delle sigle, deve denunciare e combattere con forza.

La manifestazione nazionale del SiCobas, USB e degli altri sindacati di base coinvolti a Roma sabato 19, partecipata ed accorata, (ma anche numerosi scioperi di solidarietà e denuncia sono stati organizzati in diverse aziende), ha dato una prima risposta all’assassinio di Adil ed ha posto in evidenza i contenuti e gli obiettivi di lotta dei lavoratori della logistica.

E’ necessario costruire una risposta sempre più forte a questo omicidio e a queste aggressioni, smascherando le responsabilità dei padroni e del governo, costruendo la solidarietà di tutte le lavoratrici e lavoratori; serve la generalizzazione dello sciopero per fermare l’offensiva reazionaria padronale, serve una lotta più ampia e unitaria contro i licenziamenti, per un lavoro e un salario degni nella logistica e in tutti i settori, per i pieni diritti sindacali, obiettivi per i quali Adil lottava con tutti i suoi compagni. Le prossime scadenze politiche e sociali di luglio possono essere utili momenti di una discussione, che sta cominciando, su come costruire nell’autunno la mobilitazione generale, in plurime forme, contro il governo e le sue politiche.

ESPRIMIAMO IL NOSTRO DOLORE E LA NOSTRA PIENA SOLIDARIETÀ ALLA FAMIGLIA DI ADIL E AI COMPAGNI DEL SICOBAS E A TUTTI I LAVORATORI COINVOLTI IN QUESTA DURA LOTTA.

BASTA CON LA VIOLENZA DEI PADRONI E DEI FASCISTI!

SI AI DIRITTI SINDACALI, SALARIALI ED OCCUPAZIONALI

CANCELLIAMO LE LEGGI CHE PRECARIZZANO E RICATTANO IL LAVORO

GENERALIZZIAMO LA MOBILITAZIONE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

Sinistra Anticapitalista

Roma, 20 giugno 2021