Sulla manifestazione nazionale a sostegno del popolo palestinese

Sabato 5 giugno si terrà a Roma la manifestazione nazionale a sostegno del popolo palestinese indetta da molte comunità e associazioni palestinesi. Con stupore e rammarico apprendiamo che la manifestazione rischia di dividere il fronte di solidarietà internazionale, tanto più che facciamo difficoltà a cogliere le esplicite ragioni di questa divisione.

La spaccatura rischia di riportarci nuovamente indietro quando la lotta palestinese contro la violenza coloniale e la politica di Apartheid dello Stato d’Israele sembrava posta ai margini della solidarietà internazionale.

Nelle ultime settimane, al contrario, le forti mobilitazioni, di cui sono stati protagonisti giovanissime e giovanissimi, hanno dimostrato che esiste ancora, anche nel nostro paese, un forte sentimento di solidarietà internazionale e di sostegno alla causa palestinese.

Siamo a conoscenza delle divergenze che intercorrono all’interno dei movimenti e della sinistra palestinese riguardo alla “giusta soluzione” del conflitto e giustamente non è nostro compito indicarla. È possibile, però, creare una forte convergenza attorno ad alcune parole d’ordine che sono state fatte proprie nelle ultime mobilitazione: fine dell’occupazione civile e militare, eguaglianza dei diritti, diritto all’autoderminazione e diritto al ritorno.

Per questo ci auspichiamo che si torni al dialogo a partire dalla manifestazione del 5 giugno che di certo non sarà esaustiva, ma che può costituire un importante  momento di allargamento della mobilitazione internazionale.

Solo, infatti, riuscendo a dare continuità alla mobilitazione unitaria e rafforzando la campagna di boicotaggio (Bds), potremo contribuire ad incrinare quel sostegno da parte del nostro governo e dei governi dell’Ue da cui lo Stato d’Israele trae beneficio per poter intraprendere impunemente la sua politica coloniale di apartheid e di pulizia etnica.

SINISTRA ANTICAPITALISTA