Vaccini, certo che non bastano!

- di Giorgio Carlin - La vera causa della mancanza dei vaccini sta nella sconsiderata fiducia nella moralità delle imprese private fondate sul profitto

– di Giorgio Carlin – La vera causa della mancanza dei vaccini sta nella sconsiderata fiducia nella moralità delle imprese private fondate sul profitto

Veramente qualcuno pensava che bastasse finanziare a fondo perduto la ricerca, prenotare con consistenti anticipi finanziari le dosi per essere certi della consegna? Negli Emirati tutti sono vaccinati (salvo ovviamente i lavoratori /schiavi stranieri) eppure non avevano prenotato, semplicemente hanno pagato di più i vaccini. Ogni impresa farmaceutica si fa il calcolo se una causa civile per insolvenza degli obblighi gli costi di più del sovraprofitto procurato da prezzi maggiorati per nuovi clienti. E, certa del fatto che la causa poi finirà in arbitrati, tradizionalmente favorevoli ai privati contro gli Stati, non ci pensa due volte.

Ha un bel stracciarsi le vesti la generosa Von der Leyen, nessun amministratore delegato può permettersi il dubbio tra gli interessi degli azionisti e un’etica francamente d’altri tempi. Un Potente si fece folgorare sulla strada di Damasco ma finì, a futura memoria, decapitato da Nerone.

La vera causa della mancanza dei vaccini sta nella sconsiderata fiducia nella moralità delle imprese private fondate sul profitto. Purtroppo, negli anni ’90, una scellerata privatizzazione della grande industria chimico farmaceutica italiana ci ha privato di aziende sufficientemente grandi anche per fare ricerca e produzione di massa dei vaccini. Ad essere benevoli fu un tentativo disperato di trasformare i padroni in imprenditori: “Vi regaliamo il meglio delle industrie pubbliche. Vediamo cosa sapete farne:” Abbiamo visto.

Le piccole/medie ditte private del settore, spesso validissime, non hanno la dimensione per supplire il ruolo delle grandi.

Centrale resta ovviamente la possibilità di imporre alle imprese farmaceutiche, con tutti gli strumenti coercitivi a disposizione degli Stati e dei cittadini (boicottaggi per esempio), la concessione di licenze di produzione obbligatorie.

La prossima emergenza vedrà immancabilmente lo stesso scenario se con il Recovery costruiremo Tav, Pedemontane e Ponti sugli Stretti invece di industrie pubbliche nei settori vitali. Escludendo possibilmente gli armamenti, in cui già oggi “Pubblico” è fin troppo bello…

Per finire una domanda un po’ retorica: c’è qualcuno tra di noi che ritenga Elkan, Benetton, Matteo d’Arabia e, perchè no, Matteo Messina Denaro, non ancora debitamente vaccinati?