Roma, basta sgomberi! Una vertenza unitaria di spazi occupati e movimenti sociali

- Sinistra Anticapitalista Roma interviene dopo lo sgombero dell'Ex Lavanderia del S.Maria della Pietà -

– Sinistra Anticapitalista Roma interviene dopo lo sgombero dell’Ex Lavanderia del S.Maria della Pietà –

Basta sgomberi di spazi occupati e restituiti al territorio da esperienze di mutualismo e autorganizzazione dal basso! Basta con le sceneggiate di sgomberi bipartisan: un colpo al cerchio per togliere di mezzo uno spazio aperto e non violento, e uno alla botte per liberare uno stabile sottratto alla città da gruppuscoli fascisti e razzisti come Casapound e Forza Nuova. Un copione già visto poche settimane fa, con lo sfratto del Nuovo Cinema Palazzo e replicato con successo stamattina al Padiglione 31 del S.Maria della Pietà, dove dal 2004 si svolgono le attività dell’associazione Ex Lavanderia.

E’ una storia di promesse mancate da parte della politica cittadina e regionale, di una vertenza mai decollata davvero. La firma è quella del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, un organo in apparenza “tecnico” ma che è formato non solo da prefetto, questore e comandanti di cc e gdf ma dai sindaci del capoluogo, Raggi che è anche “sindaca metropolitana”, e dei comuni via via interessati dalle decisioni del comitato.

La debolezza delle autogestioni e delle occupazioni di fronte al Comitato per l’ordine e la sicurezza, ovvero il partito trasversale che governa Roma, è uno degli effetti della solitudine indotta dall’emergenza covid ma è anche l’effetto di un processo di lungo corso di frammentazione delle esperienze di riappropriazione sociale in questa città, dalla propensione al voto utile di vasti settori di quest’area e del posizionamento concertativo di alcune esperienze rispetto alla sfera della politica, dei meccanismi di subalternità prodotti dai tagli, dall’austerità e dalle dinamiche iperliberiste sul terzo settore in generale. Serve una vertenza unitaria, una convergenza dei movimenti sociali con le pratiche di sindacalismo conflittuale e del radicalismo politico, capace di produrre strumenti efficaci a rilanciare l’autonomia delle esperienze di riappropriazione e autogestione.