RICONQUISTIAMO IL DIRITTO ALLA SALUTE – PARTE LA CAMPAGNA!

di Fabrizio Burattini

Oggi, primo luglio, parte la campagna “Riconquistiamo il diritto alla salute”, una raccolte di adesioni di massa su una petizione rivolta al governo italiano per rivendicare un ripensamento complessivo sulla politica sanitaria del nostro paese che – la pandemia lo ha tragicamente testimoniato – ha assoluto bisogno di una svolta profonda.

Siamo già intervenuti ripetutamente per mettere in luce le devastazioni operate nella sanità pubblica dalle scelte delle classi dominanti nostrane e internazionali e dei loro governi di destra o di centrosinistra, sugli interessi particolari che si sono voluti perseguire e su quelle che oggi sono le più urgenti esigenze, indispensabili per impedire che una nuova ondata di contagi o ogni altra nuova emergenza sanitaria possano travolgere il paese come è avvenuto nella prima metà del 2020.

Nel testo della petizione si può leggere il dettaglio delle analisi e degli intenti della campagna. Qui ci limitiamo a ricapitolare molto sommariamente gli obiettivi che ci si pone: riportare il servizio sanitario ad un unico servizio nazionale e pubblico, così come era stato imposto con le lotte degli anni Settanta del secolo scorso, cancellando la grottesca autonomia dei sistemi regionali, basati sulla corsa a quale sia la regione che riesce a privatizzare di più la sanità; ripristinare dunque l’universalità e la gratuità delle cure, con l’abolizione di ogni forma di ticket; rafforzare i servizi territoriali e di prevenzione, anche con la riapertura dei presidi ospedalieri pubblici chiusi negli ultimi anni per far posto alle cliniche private; valorizzare il lavoro delle operatrici e degli operatori sanitari, reinternalizzando i servizi subappaltati alle greppie delle finte cooperative, stabilizzando lavoratrici e lavoratori precari, assumendo nuovo personale, rivalutando le retribuzioni e migliorando le condizioni di lavoro di tutte e tutti. Per reperire risorse adeguate a sostenere questo piano sanitario (che dovrà in primo luogo ripristinare i finanziamenti tagliati per decine e decine di miliardi di euro negli ultimi decenni) sarà necessario ridefinire una politica fiscale che faccia pagare chi non ha mai pagato.

Ma vogliamo soprattutto sottolineare un importante elemento politico che caratterizzerà questa campagna.

Infatti, questa campagna sarà una campagna condotta unitariamente da tutte le forze politiche che si collocano all’opposizione da sinistra all’attuale governo: oltre naturalmente alla nostra organizzazione, la campagna “Riconquistiamo il diritto alla salute!” sarà sostenuta anche da: Risorgimento Socialista-Lega dei Socialisti, PCI-Partito Comunista Italiano, Potere al Popolo, Fronte Popolare, Democrazia Atea, Partito Comunista dei Lavoratori e Partito della Rifondazione Comunista, cioè da un inedito fronte che comprende organizzazioni che fino a pochissimo tempo fa si fronteggiavano in una competizione politicamente muscolare.

Potrebbe sembrare un dettaglio di poco valore, ma così non è. Dopo la diaspora di quello che fu il PRC dei primi anni 2000 prodottasi al momento della crisi del governo Prodi nel 2008, la vita della sinistra “radicale” è stata contrassegnata da una continua aspra polemica, sempre mirante a far risaltare quel che a sinistra ci divide piuttosto che quanto la gravità della situazione politica e sociale imporrebbe di unire le forze. Nel migliore dei casi, se non c’era polemica, c’era comunque la totale indifferenza, il fingere di ignorare l’esistenza di altre importanti soggettività a sinistra.

Salvo poi cercare di ricomporre la situazione in prossimità di qualche scadenza elettorale. Come è accaduto nella primavera del 2018 quando (quasi) tutta la sinistra “radicale” ha costituito le liste di “Potere al Popolo”, salvo poi rompere frettolosamente l’esperienza con nuovi, pretestuosi motivi.

Il fatto che un’iniziativa sia supportata da un impegno unitario di così numerose soggettività politiche non è solo un elemento che aumenta aritmeticamente la sua forza. 

Se oggi il termine “sinistra” è stato così pesantemente deprivato di ogni contenuto sociale, se oggi quando sui media si parla di “sinistra” si pensa al massimo a Zingaretti e al suo PD, o, tutt’al più, a Fratoianni, o, peggio ancora (ma così è stato per alcuni anni), perfino a Renzi e alla sua Italia viva, tutto ciò non è solo dovuto all’impostazione censoria e escludente dei media stessi, ma anche alla pervicace incapacità della sinistra di gestire il proprio insopprimibile pluralismo, di saper coniugare il confronto sulle inevitabili divergenze con la capacità di iniziativa unitaria ogni volta che sia possibile.

Sinistra Anticapitalista si è da sempre impegnata su questo fronte. Da sempre abbiamo pensato e sostenuto che ogni iniziativa unitaria della sinistra (tanto più se su un terreno sociale e non su di un terreno elettorale) contribuisce a ridefinire in positivo l’idea stessa di “sinistra” e a combattere i non illegittimi sospetti di autoreferenzialità e di autosufficienza che la storia degli ultimi anni ha contribuito ad alimentare.

Dunque, la campagna unitaria “Riconquistiamo il diritto alla salute”, oltre ad essere una così importante iniziativa per indicare la strada affinché non si ripeta la tragedia degli ultimi mesi, potrà anche essere un’esperienza inedita per alimentare una nuova immagine della sinistra.

La campagna sarà pubblicamente lanciata nel pomeriggio di oggi con un dibattito pubblico tra i promotori della campagna di raccolta firme, un dibattito che verrà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook “Riconquistiamo il diritto alla salute”. Per Sinistra Anticapitalista interverrà Eliana Como, appena reduce dallo sciopero della fame svolto a Bergamo per dare voce alla rabbiosa denuncia di una strage che si poteva e si doveva evitare.