RIAPRIRE LE SCUOLE A SETTEMBRE IN SICUREZZA PER TUTTI E TUTTE

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L’emergenza sanitaria ha portato a galla i tanti problemi della scuola italiana che da circa vent’anni soffre un costante definanziamento. Tanto i governi di centro destra che quelli di centro sinistra, in questi anni hanno costantemente tagliato le risorse necessarie per l’istruzione e così quel che abbiamo di fronte sono scuole vecchie e fatiscenti, con meno personale di quel che sarebbe necessario.

La difficile gestione determinata dalla chiusura della scuola è stata tutta scaricata sulle spalle delle famiglie e delle donne in particolare da un lato e dall’altro sugli insegnanti, chiamati a tamponare un’emergenza seguendo lo slogan “la scuola non si ferma”. L’emergenza sanitaria non ha cambiato le priorità del governo tanto è vero che la scuola non ha più riaperto e non sono previsti neanche investimenti straordinari.

Le soluzioni proposte sono tutte attente al contenimento della spesa: si va dall’aumento dell’orario di lavoro degli insegnanti, alla riduzione del tempo scuola, dalle lezioni all’aperto o nei musei e nei cinema ai banchi con il plexiglas fino al mantenimento della didattica a distanza.

Vanno tutte respinte al mittente perché non sono la soluzione.

L’unico modo per riaprire le scuole in sicurezza per tutti e tutte è avere un grande piano di investimenti pubblici fuori dalle logiche dei vincoli di bilancio.

È necessario:

  • mettere fine alla precarietà assumendo insegnanti su tutti i posti disponibili: questo è l’unico modo per garantire anche la continuità didattica;
  • mettere fine ad ogni forma di privatizzazione della scuola; questo fenomeno è stato particolarmente incentivato nell’istruzione primaria e oggi ci troviamo con il rischio che molte scuole potrebbero non riaprire a settembre;
  • requisire edifici e immobili da adibire a scuole per permettere a tutti e tutte di tornare in classe: i tagli degli anni scorsi hanno portato alla chiusura e all’accorpamento di molte scuole;
  • costruire legami e cercare forme di solidarietà ampia perché la scuola è un bene pubblico del quale ci dobbiamo riappropriare tutti e tutte;
  • proseguire questa mobilitazione e contrapporre a questo modello di scuola escludente e classista, un progetto di scuola inclusiva, pubblica, laica e gratuita.