NON SIAMO CARNE DA MACELLO! IN SCIOPERO PER LA SALUTE DI TUTTE E TUTTI!

Operaie e operai, lavoratrici e lavoratori di numerose fabbriche dal Nord al Sud del paese sono oggi in sciopero.

Sono in sciopero per rivendicare semplicemente il loro diritto alla salute.

Questo diritto non può fermarsi davanti ai cancelli delle fabbriche e dei luoghi di lavoro!

Per i padroni operaie e operai sono solo macchine per produrre profitto, da poter usare come e quando si vuole, ma lavoratrici e lavoratori stanno gridando forte e chiaro che non sono carne da macello!

Un grande esempio di coscienza e autorganizzazione operaia, che, pur nel momento drammatico, non possiamo che salutare con gioia.

Da ieri diversi sindacati conflittuali, come lUSB e il SI Cobas hanno proclamato e coperto sindacalmente stati di agitazione per il diritto alla salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Questo il link del comunicato dell’USB: https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/coronavirus-usb-proclama-32-ore-di-sciopero-nei-settori-industriali-non-essenziali-fermare-le-fabbriche-garantire-la-salute-e-il-salario-1232.html

e qui il comunicato del Si Cobas:

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Anche l’area di opposizione della CGIL aveva già da qualche giorno richiesto con forza il blocco delle attività produttive non immediatamente necessarie – qui il link all’articolo: https://sindacatounaltracosa.org/2020/03/09/fermate-la-produzione-il-profitto-puo-attendere-la-salute-no/

La coordinatrice, Eliana Como, si è così espressa:

“Questa non è lotta di classe. È GUERRA DI CLASSE, contro gli operai e le operaie!

E il governo è servo di quei criminali assassini di Confindustria.”

Anche la FIOM è costretta a muoversi dallo spinta operaia.

Sinistra Anticapitalista sostiene pienamente le azioni delle lavoratori e delle lavoratrici e continua a chiedere con forza il blocco di tutte le attività produttive non immediatamente necessarie (escluse dunque quelle relative al settore alimentare e farmaceutico), sopratutto in un momento in cui la Lombardia continua a subire una pressione che sta diventando insostenibile per il suo sistema sanitario e occorre impedire l’ulteriore diffusione dell’infezione nel resto del paese.