STATO SPAGNOLO – Misure sociali e politiche urgenti contro il Coronavirus (Covid19)

COMUNICATO DI ANTICAPITALISTAS (STATO SPAGNOLO)

1) UN SISTEMA SANITARIO ALL’ALTEZZA DELL’EPIDEMIA

E’ necessario un sistema sanitario pubblico in grado di adottare tutte le misure urgenti. Ciò presuppone un finanziamento sufficiente, senza accettare supinamente le restrizioni di spesa che impone la politica dell’Unione Europea.

  • Riapertura dei posti letto nella sanità pubblica.
  • Assunzione urgente del personale sanitario necessario in tutte le categorie professionali. Copertura immediata dei loro congedi per malattia. In caso di contagio, i congedi per malattia devono essere considerati per malattia professionale e non comune.
  • Disporre di tute protettive, mascherine, camici, occhiali, guanti, schermi, ecc. per proteggere i professionisti sanitari. Controllo delle condizioni di lavoro da parte dei Comitati di Sicurezza e Sanità.
  • Disporre delle risorse diagnostiche sufficienti.

Queste misure devono essere accompagnate da:

  • Controllo e coordinazione da parte delle autorità sanitarie di tutte le risorse, personale ed attività della sanità privata, impedire e penalizzare il fatto che le imprese private disattendano l’attenzione sanitaria rispetto a questa emergenza.
  • Controllo delle case farmaceutiche, delle imprese produttrici di materiale sanitario e degli stock immagazzinati, così come della loro distribuzione e prezzo.
  • Attenzione sanitaria senza esclusioni a tutte le persone interessate o che abbiano bisogno di realizzare i test , sia qual sia il loro stato giuridico nello Stato spagnolo.

Questi sono i primi passi per invertire il processo di deterioramento e privatizzazione della sanità e per iniziare una piano di socializzazione delle industrie strategiche farmaceutiche e biotecnologiche.

2) LO SFORZO DI TUTTA LA SOCIETA’ PER CONTENERE IN MODO EFFETTIVO L’EPIDEMIA IN TUTTO LO STATO SPAGNOLO

La trasparenza informativa ed i consigli tecnici sull’igiene sono elementi basilari affinché tutta la popolazione possa contribuire in modo responsabile, individualmente e collettivamente, alla detenzione della propagazione dell’epidemia ed al sostegno dei settori di maggior rischio.

Ma questo non è sufficiente. E’ necessario che:

  • Le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti nelle misure contro il contagio ricevano il loro stipendio integralmente e si proibisca il loro licenziamento.
  • Si sanzionino penalmente le aziende che approfittano le circostanze per realizzare piani di ristrutturazione, licenziamenti individuali o collettivi, ecc.
  • Si garantisca il salario integro alle persone che debbano abbandonare la propria attività lavorativa per farsi carico dei minori i cui centri docenti siano stati chiusi o delle persone anziane o convalescenti a causa del virus.

Le organizzazioni sindacali, i Consigli di fabbrica e i Consigli di delegati, così come i Comitati di Sicurezza e Salute delle imprese -o delegate e delegati alla salute nel supposto che esistano-  dovranno partecipare alle decisioni da adottare sull’attività produttiva, a partire da come continuarla all’organizzazione dello smart working, alla chiusura temporale delle istallazioni nel caso in cui il livello del contenimento esiga misure straordinarie.

Le organizzazioni popolari, femministe, ecologiste e di quartiere devono avere un ruolo fondamentale nella protezione della salute pubblica, organizzando l’informazione, l’applicazione di misure preventive nelle comunità e le esigenze della popolazione nei confronti dei poteri pubblici.

3) LO SFORZO NELLA RICERCA

E’ il momento di approvare senza indugi, mediante l’incremento del 200% dell’attuale cifra destinata all’attività di ricerca nelle Università e centri pubblici specializzati, un Piano pubblico di ricerca e sviluppo scientifico che sia applicato immediatamente, controllato da un organismo indipendente dalle industria farmaceutiche e biotecnologiche private.

4) LA COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE

Da un lato, si tratta di promuovere la cooperazione scientifica ed industriale e lo scambio trasparente di informazioni con il resto dei paesi industrializzati -cominciando da quelli della Unione Europea- per dinamizzare la ricerca e lo sviluppo di soluzioni nei confronti dell’epidemia. Dall’altro, si tratta di vincolare all’insieme della comunità internazionale lo sforzo contro la pandemia, superando gli attuali limiti della OMS, specialmente rispetto al sostegno sanitario dei paesi impoveriti.

4) IL FINANZIAMENTO DELLA GUERRA ALL’EPIDEMIA

In tutto lo Stato spagnolo, senza nessuna restrizione per ciò che riguarda i regimi fiscali speciali e senza pregiudicare le misure fiscali che non siano in contraddizione con quelle che si potrebbero adottare nelle diverse Comunità autonome, si tratta di ottenere le risorse necessarie per:

  • Realizzare la spesa pubblica necessaria per affrontare l’epidemia e la situazione economica.
  • Creare un’imposta straordinaria sulle grandi imprese con profitti e sui redditi superiori ai 150.000 euro annuali (equivalenti a un incremento del 10% della loro quota padronale nel primo caso e del 10% della quota dell’IRPEF nel secondo) e di un 1% sull’ammontare delle grandi fortune e patrimoni, per sostenere lo sforzo contro il Coronavirus, cosa che implica il blocco dei loro attivi finanziari per evitare la fuga di capitali, prevedendo le corrispondenti sanzioni nel caso si cercasse di evadere la norma.

L’obiettivo di queste misure è quello di vincere la guerra al Coronavirus, dar maggior controllo al popolo ed ai lavoratori, rafforzarne i diritti, far pesare lo sforzo finanziario sui più ricchi, dirigere ed offrire uno sbocco politico alla protesta e alla rabbia popolare e contrastare la demagogia populista della destra.

 

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