A proposito di ‘pecore elettriche’, fascisti e spacciatori …

di Gianfranco Crocco

La caffetteria, bar, libreria antifascista “la Pecora Elettrica” è stata devastata e bruciata per la seconda volta dopo il precedente attentato la sera del 25 aprile.

Ricostruita grazie alla sottoscrizione di centinaia di compagni/e e conseguenti democratici è di nuovo un mucchio di cenere. Un punto di ritrovo e di aggregazione per il quartiere che evidentemente dava troppo fastidio.

Ieri sera c’è stato un corteo da Piazza dei Mirti fino a Piazza Teofrasto.

E’ stata una manifestazione molto partecipata, il fatto importante è che ci sia stata una reazione immediata e tempestiva senza aspettare improbabili riunioni o mediazioni di nessun genere.

La dimostrazione che nelle periferie non ci sono solo i fascisti ma anche chi si ribella e vuole contrastare questa deriva di destra.

Forse mille – duemila ? – non ho mai avuto la capacità e l’occhio di contare la gente in piazza. Comunque tanti/e visti i tempi di convocazione e il periodo che viviamo.

Il corteo ha percorso le vie di Centocelle destando interesse e curiosità tra la gente; a Roma non siamo abituati alle manifestazioni di quartiere per cui l’impatto è notevole.

Questo mi conferma una mia vecchia fissa… ben vengano le manifestazioni nazionali, peccato che tra Via Cavour, Via dei Fori Imperiali ecc. si accorgono di noi quasi solo i turisti… Ho già sperimentato in passato come il corteo di quartiere abbia caratteristiche di impatto e di propaganda notevoli.

Ma questo è un altro discorso …

Il corteo non ha avuto particolari attenzioni da parte delle forze dell’ordine: un blindato ci ha preceduti e si è poi discretamente appartato lasciandoci entrare nel parchetto vicino al Forte Prenestino.

Di notte, al buio completo, era uno scenario adatto a una festa di “Halloween” …

Il corteo si è concluso davanti ai locali bruciati e devastati della Pecora Elettrica.

E’ un posto veramente isolato, in una strada buia da tempo, e un po’ ai margini del quartiere.

Sulle cause e sugli autori del gesto si fanno solo ipotesi, le riporto qui di seguito;

i ‘fascisti’: l’altro attentato avvenuto il 25 aprile e la esplicita dichiarazione di ‘libreria antifascista’ avvalorerebbero questo ipotesi …

lo ‘spaccio’: la zona è frequentata dagli spacciatori locali che non vedrebbero di buon occhio (in quella zona) punti illuminati e locali frequentati anche la sera che danneggerebbero il loro ‘lavoro’; anche una pizzeria lì vicino è stata di recente oggetto di danneggiamenti.

C’è da dire che le due ipotesi non confliggono in quanto a Roma non è strano il coinvolgimento dei fascisti nella gestione dello spaccio e sono frequenti le contaminazioni e le joint venture tra fascisteria, malavita locale, politici corrotti e cosche mafiose vere e proprie.

Nel quartiere, intanto, il processo di moltiplicazione di locali tipici della gentrificazione è in uno stato molto avanzato e a macchia di leopardo specie dopo l’apertura della Metro C. Periferia degradata, lotti popolari, movida, nuovi e vecchi abitanti, contraddizioni di sempre e quelle tipiche di questa fase. E’ dentro questo contesto che sta maturando la resistenza alle mafie e ai fascisti.