1969-2019: tornare a vincere!
Il 1969 fu l’anno dell’ascesa della lotta operaia con contenuti e forme organizzative nuove, l’inizio di quello che sarebbe passato alla storia come “autunno caldo”, anticipato dalla lotta spontanea che, nella primavera, aveva sconvolto i reparti della FIAT.
A distanza di 50 anni, il movimento operaio ha subito grandi sconfitte. Per invertire la rotta, è necessario, a partire dalla questione del salario, avanzare veri e propri obiettivi anticapitalisti: aggredire il nodo dei profitti (chi deve pagare), combattere il lavoro precario, battersi per la riduzione dell’orario di lavoro, delineare complessivamente una società alternativa.
L’offensiva padronale e le politiche dell’austerità dei governi, sia di destra che di centro sinistra, hanno provocato un disastro sociale senza precedenti. E oggi le aziende presentano un nuovo salatissimo conto ai lavoratori, con le ristrutturazioni e i licenziamenti diretti.
In tempi di crisi economica, le grandi corporations e i loro azionisti sono talvolta spinti ad unire le forze, talaltra a scontrasi ferocemente. Ma su una cosa sono tutti d’accordo: garantire i loro profitti sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici. Si evidenzia l’enorme potere di cui dispongono queste multinazionali, lasciate libere di incidere sulla vita dei lavoratori e sui territori.
Per i burocrati sindacali dalla corta vista nazionalista il problema è solo evitare che le ristrutturazioni che si producono abbiano ricadute sul loro territorio. Ma i casi della Cnh Industrial, che in Lombardia chiude lo stabilimento di Pregnana Milanese, e della Whirlpool, che in Campania chiude lo stabilimento di Napoli, dimostra che non è così che possiamo difenderci. Quello di cui ci sarebbe bisogno, è l’unità tra lavoratori al di sopra delle frontiere nazionali, per non restare schiacciati dalle logiche di mercato e dagli interessi delle grandi multinazionali.
I sindacati di base Cub, Sgb, Si-Cobas e Usi-Cit hanno promosso una giornata di lotta e di manifestazioni di piazza per il 25 ottobre 2019. È un’iniziativa che va nella giusta direzione, schierandosi contro una finanziaria ancora una volta contro le classi lavoratrici e ponendo obiettivi di lotta ampiamente condivisibili per ricostruire il protagonismo del movimento operaio, ad oggi ancora diviso e frantumato dall’offensiva padronale.
È per questo che Sinistra Anticapitalista, pur auspicando per il prossimo futuro una necessaria capacità di collaborazione e unità di tutto il sindacalismo conflittuale, sostiene pienamente lo sciopero del 25 ottobre.
Ribadiamo con forza la necessità di muovere nella direzione dell’unità dei lavoratori e delle lavoratrici, di proporre una piattaforma articolata in difesa delle condizioni di lavoro e di controffensiva sul padronato, e di costruire un più ampio Forum politico e sociale della sinistra di classe.