Solidarietà con il movimento popolare cileno! No alla repressione! NO al liberalismo capitalista oppressivo!

Comunicato Direzione Nazionale Sinistra Anticapitalista

La scorsa settimana, l’aumento dei prezzi del metro di Santiago, la capitale del Cile, ha scatenato un grande movimento di protesta portato avanti dai giovani che hanno fatto appello a delle giornate di “non pagamento del metro”. Queste azioni collettive sono state severamente represse dai carabinieri all’interno stesso delle stazioni con i gas lacrimogeni, le durissime cariche poliziesche ed anche a colpi di armi da fuoco.

La repressione però non ha scoraggiato la protesta della gioventù studentesca, che anzi si è rafforzata e si è estesa alle classi popolari che vivono in una permanente precarietà quando le famiglie della grande borghesia sono tra le più ricche dell’America latina. Il Cile è uno dei paesi del mondo con le più grandi diseguaglianze sociali.

Di fronte a queste massicce proteste, venerdì scosso, il presidente multimiliardario Sebastian Pinera ha dichiarato lo stato d’emergenza e il coprifuoco nella città di Santiago e in numerosi altri comuni,  schierando i militari nelle strade, una misura che ricorda la sinistra epoca della dittatura di Pinochet (1973-1989). Nonostante questo le lotte non si sono fermate ed anzi si sono estese in altre città: questo movimento è ormai nazionale; il malcontento sociale che si esprime è rivolto non solo a tutta la pesante eredità della dittatura, ma anche a decenni di gestione neoliberista portata avanti dai diversi partiti che si sono succeduti al governo dopo il 1990. In Cile, la sanità, la scuola, l’acqua, il sistema pensionistico, i trasporti, ecc. sono in larghissima parte privatizzati e nelle mani dei capitalisti.

Secondo le cifre ufficiali, oltre 2000 manifestanti sono in prigione, numerose persone sono morte durante le manifestazioni di protesta e ci sono centinaia di feriti, molti dei quali colpiti dai proiettili delle forze militari.

Denunciamo la fuga in avanti repressiva, reazionaria e militarista del governo conservatore di Pinera.

Tutta la nostra solidarietà va alle lotte del popolo cileno, che si inseriscono in una dinamica di ripresa delle lotte in America latina , e più in generale di sviluppo della mobilitazione popolare livello mondiale (si veda in questi giorni, ad esempio, il grande movimento di massa in Libano) di fronte al neoliberismo sfruttatore, oppressore e antidemocratico.

Sosteniamo gli appelli che sono stati fatti per lo sciopero generale promosso da numerosi sindacati delle lavoratrici e dei lavoratori cileni, e così anche da alcune organizzazioni della sinistra.

Invitiamo ad organizzare manifestazioni di solidarietà anche nel nostro paese e a sostenere le iniziative che già si stanno costruenedo.