28 settembre: mai abbassare la guardia, mai fermare le mobilitazioni prima di aver ottenuto dei risultati

di #Donnediclasse – Sinistra Anticapitalista

Il ddl Pillon non è stato ritirato, il M5S non ha ritirato le firme dal decreto e ha lasciato in sospeso la sua discussione. Il ddl prevede delle misure maschiliste, non rispettose della volontà delle/dei minori, che colpiscono l’autodeterminazione delle donne, come ad esempio il provvedimento di mediazione familiare che per il decreto “è comunque condizione di procedibilità secondo quanto previsto dalla legge”. La “bigenitorialità” tanto osannata dal decreto è peraltro già in atto, mette a dura prova la stabilità della vita delle e dei minori sbalzati da una casa all’altra, senza pensare ai casi in cui si debba per obbligo stare con un genitore violento, che ha esercitato violenza sulla madre o sul/sulla minore. Cosa vorrà fare il governo Conte2 del ddl Pillon? Anche se venisse archiviato, quale sarà il nuovo diritto di famiglia rispetto a quello conquistato con tante battaglie sociali nel 1975 e che in questi anni, ben prima di Pillon, ha subito attacchi e modifiche?

Siamo convinte che serva mobilitarsi ancora e non abbassare la guardia perché non sono venute meno le condizioni di attacco alle donne. Femminicidi continui (più di cento dall’inizio del 2019), tagli e sgomberi ai centri antiviolenza, continua non osservanza della L. 194, sessismo, omofobia e discriminazioni continuano ad essere presenti tutti i giorni nelle nostre vite.

Riteniamo sbagliata la scelta della CGIL di sospendere le mobilitazioni previste per il 28 settembre, giornata internazionale per l’aborto sicuro. Pensiamo che questo governo vada costantemente contrastato e non lasciato in pace a lavorare; conosciamo benissimo la natura delle forze politiche che lo compongono e non da parte di tutte c’è una difesa chiara e intransigente dei diritti delle donne. Le premesse e le promesse non ci rassicurano. Noi saremo comunque, in piazza il 28 settembre, accanto al movimento NUDM che ha deciso di mantenere l’iniziativa e accanto a tutte quelle associazioni e collettivi femministi che decideranno di essere presenti. Ribadiremo che archiviare il ddl Pillon non ci basta ma che vogliamo sì più diritti, più stato sociale e welfare pubblico per tutte per vivere e vivere meglio ma che vogliamo anche l’abbattimento del patriarcato che è il principale responsabile dell’oppressione delle donne.