Genova : Grande manifestazione antifascista e violenze della polizia

di Sinistra Anticapitalista Genova

Ieri una grande manifestazione antifascista ha contestato vivacemente il tentativo dei fascisti di Casapound di tenere un comizio in città. Almeno duemila persone convocate da Non Una Di Meno e dall’Assemblea Antifascista (di cui siamo partecipi) hanno riempito la centralissima Piazza Corvetto, contigua alla piccola Piazza Marsala dove i fascisti volevano fare il comizio; a ciò si aggiunge un altro presidio di qualche centinaio di persone convocato da Arci, Anpi e Cgil sotto la Prefettura in una piazzetta meno vicina. In Piazza Marsala c’erano solo una trentina di fascisti, protetti da grate, camionette blindate e da uno schieramento imponente di trecento poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa.

È scandaloso che il comizio fascista sia stato autorizzato dal Comune e da chi dovrebbe tutelare il cosiddetto ordine pubblico. Negli ultimi due anni a Genova i fascisti hanno aggredito e picchiato a Quinto una compagna del PCL, hanno accoltellato in Piazza Tommaseo un compagno delegato sindacale, hanno aggredito e ferito in un bar un turista straniero dopo avergli mostrato foto di Hitler e constatato che al povero malcapitato la faccia di Hitler non piaceva. I colpevoli di questi crimini sono ben noti agli inquirenti, eppure sono tuttora impuniti. Ma sappiamo bene che la borghesia ha bisogno dei fascisti come strumento “non ufficiale” di repressione del movimento operaio e delle idee di sinistra: per questo, anche se la riorganizzazione e la propaganda fascista sono vietate dalla Costituzione e dalle leggi, le istituzioni controllate dalla borghesia si guardano bene dall’applicare quelle leggi e dal perseguire i fascisti per i loro reati.

Se le istituzioni non sono capaci e anzi non vogliono fermare i fascisti, ci pensiamo noi a fermarli. Genova è abituata a liberarsi da sola. Lo ha fatto il 24 aprile 1945 (sì, il 24, un giorno prima del 25) quando il generale Meinhold firmò a Villa Migone la resa delle truppe naziste ai partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale presieduto dal compagno Remo Scappini. Lo ha fatto il 30 giugno 1960 quando decine di migliaia di lavoratori e cittadini, nelle piazze e nei caruggi, resistendo alle cariche della polizia agli ordini del governo Tambroni, impedirono ai fascisti di svolgere il loro congresso, presieduto dal famigerato Basile, prefetto di Mussolini, torturatore di antifascisti e responsabile della deportazione in Germania di tanti operai. Il comizio di casapound in Piazza Marsala sarebbe stato certo piccola cosa in confronto a quegli eventi storici, ma anche stavolta Genova ha mantenuto la sua tradizione di liberarsi da sola dai fascisti, senza aspettare istituzioni o eserciti alleati. Le migliaia di persone in piazza hanno soverchiato lo squallido gruppuscolo riunito in Piazza Marsala: non solo eravamo cento volte più numerosi di loro ma li abbiamo sovrastati anche per “volume sonoro” e determinazione militante. Quello che hanno fatto in Piazza Marsala non era certo un comizio: poche decine di idioti hanno sventolato qualche bandiera, quindi sono fuggiti, ovviamente scortati dalle forze dell’ordine.

Per proteggere il comizio fascista la polizia non si è risparmiata nel bombardare Piazza Corvetto con un lancio di gas lacrimogeni in quantità industriale e quindi nelle cariche e nei pestaggi. Anche questa non è una novità: ricordiamo bene durante il G8 le cariche, le camionette lanciate a 80 km/h contro i manifestanti in via Tolemaide, il bombardamento con gas lacrimogeni sulla pacifica manifestazione dell’ultimo giorno, le violenze nella caserma di Bolzaneto e nella scuola Diaz e i consapevoli depistaggi perpetrati dai cosiddetti tutori dell’ordine. A seguito delle cariche di ieri contro i manifestanti antifascisti ci sono stati dei feriti, tra cui un giornalista di Repubblica al quale non è servito gridare che è un cronista. Per le truppe di Salvini, evidentemente, un giornalista che cerca di informarsi sul posto per informare i lettori è tanto pericoloso quanto un manifestante, e quindi continuano a pestarlo. Si vogliono processare oggi stesso per direttissima due manifestanti fermati. La mobilitazione continua per la loro liberazione e la loro piena assoluzione.

Ai feriti, ai fermati, al giornalista colpito dalla violenza poliziesca va tutta la nostra fraterna solidarietà.

Il fascismo non passerà!

Ora e sempre Resistenza!

24 maggio 2019