Unire la battaglia a difesa dei migranti con quella contro le politiche antisociali!

Pubblichiamo la lettera che, come Sinistra Anticapitalista, abbiamo inviato all’assemblea nazionale di #Indivisibili, che ha tenuto la sua seconda assemblea nazionale lo scorso 10 febbraio a Macerata, perché impossibilitati a parteciparvi a causa della nostra scadenza congressuale.

Riteniamo questo percorso importante e foriero di sviluppi positivi, ribadendo così la volontà di contribuire alla sua costruzione


Care compagne e cari compagni,

domenica 10 febbraio non potremo essere presenti all’importante assemblea nazionale di Macerata perché, nelle stesse date, saremo impegnati nel nostro congresso nazionale a Chianciano ma vogliamo comunque e con convinzione sostenere il lavoro che sarà portato avanti in questa giornata. Torniamo a Macerata ad un anno dal massacro razzista perpetrato dal fascista Traini e dopo averne riempito le piazze. Ad un anno di distanza da quei fatti, sentiamo ancora più urgente la necessità di tornare ad essere umani e allo stesso tempo di costruire una forte opposizione a questo governo che alimenta senza sosta le barbarie che ogni giorno i migranti subiscono.

Infatti, non abbiamo smesso di sostenere la costruzione di un fronte antirazzista e contro il governo. Questo tema è stato al centro di tutti i nostri congressi territoriali, abbiamo ribadito la centralità di questo percorso che ha portato alla costruzione del corteo del 10 novembre. Migliaia di persone, insieme ai migranti, hanno invaso le strade di Roma, uniti contro il Governo, contro il decreto Salvini, contro la repressione e contro l’abominio del razzismo che questo governo ha sdoganato.

La chiusura dei porti e la criminalizzazione delle ONG rendono sempre di più il nostro Mediterraneo il cimitero degli sfruttati, mentre l’Unione Europea è sempre più una fortezza. Non dimentichiamo che già i governi precedenti avevano contribuito a renderla tale grazie all’opera di ministri come Turco, Napolitano, Maroni e Minniti, espressione di governi sia di centro destra che centro sinistra.

Ora, il governo Lega – Cinque Stelle e le destre europee puntano deliberatamente ad avvelenare ed incattivare ulteriormente la società. Stanno palesemente ricostruendo le basi ideologiche del razzismo per insinuare la guerra tra poveri e alimentare l’odio degli sfruttati contro gli ultimi.

Tutto ciò non può essere sottovalutato! Il fascismo può generalizzarsi e affermarsi in condizioni di crisi economica grazie ad una offensiva ideologica, politica e materiale sviluppandosi attraverso una serie di tappe che ne preparano il terreno e ne facilitano la crescita; queste vanno riconosciute e combattute prima che possano generalizzarsi e pervadere il corpo dell’intera società.

In questo governo è insito un elemento di pericolosità in più: esso riprende quelle politiche di austerità che hanno distrutto i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, accresciuto la precarietà, disgregato e frammentato la classe lavoratrice. Di fronte a chi continua a dividere le lavoratrici e i lavoratori, utilizzando anche il razzismo come arma di disgregazione occorre fare un passo in più costruendo l’unità della battaglia a difesa dei migranti a quella contro le politiche antisociali.

Nelle prossime settimane sono già convocate nuove mobilitazioni contro il razzismo, l’8 marzo le donne hanno lanciato una giornata di sciopero internazionale ed il 23 marzo, chi da anni lotta contro le grandi opere e i cambiamenti climatici, attraverserà le strade di Roma, tessendo un filo sottile con quei migranti costretti a spostarsi anche a causa dei cambiamenti climatici.

Contro un capitalismo che non ha argini, che fomenta le migrazioni con le sue guerre imperialiste e con la divisione internazionale del lavoro nel mercato mondiale, che si alimenta dello sfruttamento, che specula sulle grandi opere e che non rinuncia al suo profitto anche quando a pagarne le conseguenze è l’intero ecosistema è necessaria una risposta complessiva e di classe, non basta solo l’ approccio umanitario.

Per questo crediamo che anche Indivisibili debba agire come uno spazio collettivo, politico e sociale, capace di connessione con gli altri movimenti, per la costruzione di un forum sociale dove siano possibili le convergenze sui singoli temi e dove possa realizzarsi la costruzione di iniziative comuni capaci di intervenire con maggiore efficacia e forza nell’attuale quadro politico e sociale.

Un caloroso saluto e buon lavoro dalle compagne e dai compagni di Sinistra Anticapitalista.