Finanziaria: né con il governo, né con Bruxelles! No a nuovi regali ai padroni! No a nuovi tagli alla spesa sociale!

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Di cosa avrebbero bisogno i lavoratori dalla legge finanziaria? Che le imprese e i ricchi pagassero le tasse come si deve, che ci fosse un aumento della spesa per migliorare la sanità, la scuola, i trasporti, che la legge Fornero fosse abolita, che ci fossero investimenti pubblici per creare milioni di posti di lavoro stabili e pagati decentemente riducendo drasticamente la precarietà e la disoccupazione; che fosse abolito il Jobs Act e ridotto l’orario di lavoro a parità di salario per creare occupazione.

Tutto questo non c’è nella finanziaria del governo giallo verde:

  • I soldi recuperati aumentando il deficit sono utilizzati per mantenere la riduzione delle imposte alle imprese, per introdurre la “tassa piatta” al 15% per piccoli e medi imprenditori e professionisti e infine per regalare agli evasori un nuovo condono fiscale.
  • Dietro la quota 100, irraggiungibile per i/le tanti che hanno subito una vita lavorativa irregolare, non si capisce quale sarà la riduzione del valore della pensione con il ricalcolo contributivo. La legge Fornero deve invece essere abolita del tutto.
  • Con “il reddito di cittadinanza”,si fa un po’ di elemosina ai poveri, ma solo se saranno umili ed obbedienti accettando qualsiasi lavoro e lavorando anche gratuitamente. Da questa “beneficenza” i migranti poveri sono esclusi non solo per far felice Salvini, ma soprattutto per dividere sempre più tra loro i lavoratori e i disoccupati (italiani o migranti) per garantire ai padroni un sempre maggiore sfruttamento del lavoro.

Per reperire i tanti soldi di cui ha bisogno il governo continua la strada di Berlusconi, Renzi e Gentiloni: taglia (7 o più miliardi di euro) la spesa pubblica, i servizi sociali, la scuola, la sanità.

E per deviare l’attenzione fa come i fascisti negli anni ’30; indirizza lo scontento di milioni di persone verso presunti capri espiatori: ieri erano gli ebrei e i rom,  oggi sono i migranti e i rom; alimenta ogni giorno l’odio razziale per distruggere ogni forma di unità e solidarietà delle classi lavoratrici e varando anche un “decreto sicurezza” che prevede 4 anni di galera per chi occupa la fabbrica minacciata di delocalizzazione o chiusura!

Quello di Salvini e Di Maio (che si litigano ogni giorno tra loro) non è il governo del popolo, ma un governo di padroni grandi e piccoli che sgomitano per dividersi la ricchezza prodotta dalle classi lavoratrici.

Il 26 ottobre la CUB, il Si Cobas ed altri sindacati di base hanno organizzato una giornata di sciopero per aumenti salariali,  lo sviluppo dei servizi, la riduzione degli orari di lavoro a parità di salario e contro tutte le forme di precarietà. La nostra organizzazione sostiene questa prima mobilitazione e invita tutte le lavoratrici e lavoratori a partecipare.