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Il 23 giugno tutte e tutti a Pomigliano

di Sinistra Anticapitalista Napoli

Licenziati per aver osato criticare il padrone. Licenziati per aver mostrato a tutti che il re era nudo. Licenziati per non aver voluto rinunciare al diritto di parola e di libera espressione. Licenziati perché, secondo la Corte di Cassazione, anche fuori dal luogo di lavoro, sussiste l’ “obbligo di fedeltà”.

Mimmo Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore hanno subìto la vendetta della FCA, che non tollera chi sfida il suo potere, ma hanno rifiutato il ruolo di vittime designate, e hanno mantenuto i panni che più si confanno alla loro esperienza: quelli di combattenti.

I padroni della FCA hanno forse vinto una battaglia, ma non la guerra, perché la lotta non si arresta, né si licenzia, e può risvegliarsi quando tutto sembra apparentemente immobile. Questa mattina, infatti, un centinaio di operai allo stabilimento di Pomigliano d’Arco, Napoli, sono scesi in sciopero contro la previsione dei sabati di straordinario non retribuiti e prima dell’inizio dell’apertura della Cigs, fermando il reparto montaggio e organizzando un corteo interno. La FIOM ha avuto un ruolo importante in questo sciopero, dimostrando l’importanza del protagonismo dei delegati di fabbrica e la disponibilità alla lotta dei lavoratori.

Altrettanto conta la solidarietà che gli stessi delegati della FIOM hanno immediatamente espresso ai cinque licenziati (politici, si può dire?) FCA all’indomani del licenziamento, dimostrando che l’unità di classe non è un pio desiderio, ma una necessità che si fa realtà quando incontra la consapevolezza di avanguardie sindacali che hanno ben chiaro che senza il protagonismo di lavoratori e lavoratrici, senza la loro unità e autorganizzazione, non c’è progetto né alternativa politica che tenga.

L’assemblea operaia del 23 giugno prossimo, ore 10:00, alla sala consiliare di Pomigliano d’Arco assume perciò un’importanza tutta particolare. Lanciata dagli Autorganizzati FCA, metterà insieme sindacalisti di diversa provenienza come Si Cobas, FIOM, USB, indicando la via della convergenza processuale ma effettiva dei quadri sindacali di classe, ovunque collocati, sulla base del sostegno a vertenze concrete e della necessità di un punto di vista indipendente della classe operaia, che dia forza e crei le condizioni di possibilità per un movimento generale del mondo del lavoro sulla base dei suoi interessi comuni.

Sinistra Anticapitalista parteciperà all’assemblea del 23 giugno e sostiene pienamente il processo di costruzione di questa convergenza, che è oggi presupposto per una ripartenza delle lotte e della loro unificazione in tutto il paese, cominciando dalla lotta contro l’aberrazione dell’obbligo di fedeltà al padrone, che è una vera e propria camicia di forza, un ricatto antidemocratico che punta a limitare le capacità di organizzazione delle classi lavoratrici. Dal canto nostro, proporremo la necessità di una campagna per la riduzione dell’orario di lavoro con aumenti salariali, per ridurre la disoccupazione e rafforzare materialmente la classe su un terreno unificante.

Al tempo stesso, Sinistra Anticapitalista raccoglie l’appello alla costruzione di una cassa di resistenza per Mimmo, Marco, Antonio, Massimo e Roberto, alla quale si può contribuire effettuando un versamento sul c/c n° IT57T 02008 32974 023309421592 intestato a Antonio Barbati.

Il 23 giugno, tutte e tutti a Pomigliano!

Sinistra Anticapitalista Napoli