“Patto della fabbrica”: di nascosto e sulle spalle dei lavoratori

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di Franco Turigliatto

Come ladri di notte e nel silenzio complice dei media, CGIL CISL UIL hanno firmato nella notte tra martedì e mercoledì un accordo unitario con la Confindustria sui “Contenuti e indirizzi delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva”.

E’ un nuovo durissimo colpo alla classe lavoratrice alle sue possibilità di contrattazione, rivendicazione e lotta per migliorare la propria condizione salariale e normativa.

Insieme al pieno sdoganamento dei fascisti a tutti i livelli ideologici e politici, è l’avvenimento più importante e negativo avvenuto durante una campagna elettorale già di per se stessa pessima.

Non è un caso che tutti i giornali releghino la notizia in pagine interne con poco spazio ad eccezione del giornale della Confindustria che può vantare di aver portato a casa un’ulteriore fondamentale vittoria sulla classe lavoratrice grazie alla totale subordinazione delle direzioni sindacali alla logica capitalista.

E’ fin troppo chiaro perché i dirigenti CGIL CISL e UIL abbiano firmato oggi, sulla base della piattaforma confindustriale, un accordo che si trascinava da molti anni su quella che impropriamente viene chiamata una “nuova stagione contrattuale”: la preoccupazione di trovarsi dopo le elezioni in una situazione di grande instabilità con un governo dai contorni difficilmente individuabili . Poteva pure essere che i lavoratori e le lavoratrici chiedessero un rilancio della mobilitazione di fronte a una nuova offensiva borghese di austerità. Meglio dunque per i burocrati sindacali mettere al sicuro i loro apparati, cioè il loro ruolo e il loro riconoscimento politico anche se questo avviene a spese dei diritti e sulla pelle dei lavoratori configurando un quadro di accordo con i padroni in cui non c’è più spazio ad alcun reale miglioramento delle condizioni salariali e di lavoro della classe lavoratrice e per tutte le sue categorie.

C’era bisogno di fare questo regalo ai padroni si interroga il Sindacatoaltracosa-Opposizione in CGIL, rispondendo:No, affatto! A meno che non si volesse, a pochi giorni dalle elezioni, fare un regalo ai padroni e ribadire l’egemonia della loro idea di regolazione del salario, nel mezzo di una campagna elettorale in cui si sprecano le promesse su salario minimo e dintorni. A meno che non si volesse dimostrare ad ogni costo al nuovo Parlamento ed al nuovo incipiente governo (qualunque esso sia) che una co-gestione della crisi tra capitale e lavoro è possibile, anche contro i fatti e l’evidenza, e soprattutto contro gli interessi generali del lavoro.

E per parte sua l’USB sottolinea che: “Lo scopo principale di Cgil Cisl Uil in una trattativa carbonara e slegata da qualsiasi rapporto con i lavoratori era essenzialmente difendere le proprie organizzazioni dalla loro crisi, incrociando così anche la Confindustria, non meno desiderosa di porre un argine alla continua emorragia di adesioni ed alla perdita di ruolo sul piano generale.”

Un guaio davvero grande: i lavoratori e le lavoratrici si troveranno ad affrontare la difficile fase post elettorale all’interno di una ulteriore gabbia di contenimento costruita dai dirigenti dei sindacati maggioritari che dovrebbero tutelarne gli interessi. E’ una questione su cui non solo i militanti sindacali di classe, ma anche tutti quelli che hanno partecipato a costruire una alternativa elettorale, dando vita Potere al Popolo, dovranno confrontarsi sul piano sociale delle mobilitazioni e nello stesso congresso nazionale della CGIL che si sta per aprire.

Per una adeguata comprensione dell’accordo capestro vi proponiamo il giudizio di due delle componenti sindacali che difendono una posizione di sindacalismo di classe.

Il Sindacato è un’altra cosa/Opposizione Cgil : Un accordo quadro ‘a trazione metalmeccanica’ per tutta l’industria.

Usb: Cgil Cisl Uil e Confindustria firmano un patto per salvarsi a spese dei lavoratori: concordato il blocco salariale