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Salerno, quote rosa e cattiva informazione

di Delia Carloni (candidata di Potere al Popolo a Salerno)
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“Trovo inaccettabile l’articolo pubblicato oggi (25/01/2018) sul quotidiano La Città di Salerno a firma Carlo Pecoraro. Mette sullo stesso piano il Partito Democratico che ha governato il Paese fino a ieri, Liberi e Uguali (riciclati della politica filo-capitalista) e noi come se fossimo tutti di sinistra, o almeno tutti della stessa sinistra! Chi ha tagliato la spesa pubblica, dato consistenti aiuti alle banche e precarizzato il lavoro, al di là delle auto-proclamazioni, non è, nei fatti, di sinistra. Si è parlato di parità di genere nelle liste, della necessità di “imporre il diktat femminile” nei listini… Le nostre candidature sono state decise in maniera orizzontale (e senza discriminazione di genere!) e sono espressione delle lotte condotte da anni nel territorio. Siamo tutti degli sfruttati e delle sfruttate, in un modo o in un altro. Nelle nostre liste ci sono le donne non perché la legge lo impone, ma perché siamo impegnate in prima persona nel percorso di Potere al Popolo, perché sono anni che ci battiamo per i nostri diritti, contro le politiche di precarizzazione e austerity, cosa che non si può certo dire delle candidate nelle liste degli altri partiti. Abbiamo lottato per l’autodeterminazione delle donne, scrivete piuttosto di questo. Scrivete del movimento Non Una di Meno che ha portato nelle piazze decine di migliaia di persone e alla redazione di un Piano contro la violenza di genere. Scrivete di quando abbiamo lottato per le unioni civili egualitarie, di quando ci hanno negato la pillola del giorno dopo e dei medici obiettori di coscienza. Scrivete di quando abbiamo lottato per questo. Scrivete di quando siamo state molestate per strada, di quando usate il maschile per designarci (avvocato invece di avvocata…), scrivete di quando dobbiamo dirvi per forza che genitali abbiamo perché lo dovete scrivere sulla carta di identità. Forse non è chiaro: noi non “cediamo il passo a nessuno”! Tenetevi pure le quote rosa, tenetevi pure la farsa, il nostro impegno è reale, noi i nostri diritti ce li prendiamo nelle strade!”