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17 novembre, Napoli: la Marcia degli Esclusi

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Partirà domattina da piazza Garibaldi alle 9.30 la “marcia degli esclusi”, una marcia che vedrà insieme migliaia di persone sempre più escluse dai sistemi di welfare sociale, sempre più precarizzate sul lavoro e nella vita, sempre più discriminate da un modello economico e sociale iniquo, diventato drammatico con le politiche di austerità della BCE e del governo italiano. Studenti, senzatetto, disoccupati, migranti, rifugiati, i soggetti sociali di un sud subalterno che sempre più la politica e i media vogliono contrapposti in una triste guerra tra poveri e che invece decidono di unirsi contro chi ha veramente responsabilità politica di questo disastro sociale e contro chi sulla crisi si è arricchito e ha speculato.
La manifestazione consegnerà al Prefetto una serie di rivendicazioni comuni per cominciare a tutelare le fasce più deboli da una situazione che potrebbe diventare sempre più difficile. Per non vivere in un territorio e in una città che rischiano di essere sempre più classisti e escludenti. Con la richiesta di responsabilizzare in tal senso anche gli enti locali a partire dalla Regione Campania. Mentre sul Comune di Napoli aleggia lo spettro di un dissesto che non è socialmente accettabile e che è figlio anche di una serie di scelte politiche (a partire dalla modifica dell’art.81 della Costituzione e le altre direttive europee) che mettono gli interessi e i profitti della speculazione finanziaria sopra i bisogni della gente. Una situazione frutto non solo di corruttele e clientele che soprattutto negli anni ’90 sono dilagate, ma anche di un debito iniquo prodotto da quei commissariamenti (dai rifiuti al terremoto) che hanno già devastato il nostro territorio. Oltre al danno la beffa!
Un corteo unitario rappresenta automaticamente un forte messaggio contro la xenofobia e il razzismo e  in questo momento non può che partire dall’allarme, dalla preoccupazione e dalla rabbia per la sorte di Bobb Alagie, ragazzo di soli 19 anni divorato da un sistema disumanizzante (quello dei CAS) che chiamano ipocritamente “accoglienza” e che invece lascia governare le vite di migliaia di persone anche a speculatori e criminali di ogni tipo. Un giovane, sfruttato, picchiato, non curato e infine quasi ucciso con un colpo di pistola in bocca quando si è ribellato. Se l’autore è ovviamente un criminale la Prefettura di Napoli che gli ha affidato diversi centri in gestione, che già è stata costretta a intervenire su molteplici casi di malagestione e di violenza, non può girare la faccia dall’altro lato e deve finalmente assumersi la sua responsabilità politica per questi accadimenti!
 
Marcia degli Esclusi