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Napoli, chi vuole la crisi del trasporto pubblico?

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Sinistra Anticapitalista Napoli

È indubbio che a Napoli la situazione del trasporto pubblico è disastrata, sia dal punto di vista della funzionalità del servizio che dal punto di vista dei bilanci finanziari delle aziende.

Le responsabilità della crisi sono molteplici e riguardano il governo centrale che ha tagliato pesantemente le risorse economiche date al comune di Napoli; riguardano la regione Campania alla quale, per normativa nazionale, spetta la gestione del trasporto locale; coinvolgono pienamente anche l’amministrazione comunale e quella della città metropolitana che, dopo anni di allarme, non sono riuscite a mettere in atto un risanamento efficiente delle aziende.

L’attuale soluzione proposta in questi giorni ai lavoratori del settore rappresentati da tutte le sigle sindacali è tanto inadeguata quanto il piano proposto mesi fa, ricco di tagli al servizio e diminuzione di organici. Non c’è infatti nel piano attualmente proposto, un reale risanamento dell’ANM ed il forte rilancio del servizio necessario a garantire un vero diritto alla mobilità. In particolare, nel contesto specifico, la proposta di controllo dell’evasione affidata agli autisti con la vendita dei biglietti sui mezzi, è del tutto inverosimile!

La privatizzazione del servizio, logica conseguenza delle difficoltà delle aziende, sarebbe un danno gravissimo non solo per i lavoratori del settore ma per i cittadini tutti. Le linee improduttive dal punto di vista del profitto sarebbero tagliate, gli orari di esercizio ridotti, i diritti dei lavoratori ancor più negati e il servizio potrebbe essere spezzettato tra più aziende con biglietti, normative, contrattazioni diverse da azienda ad azienda. Al contrario andrebbe costituita un’unica azienda metropolitana per il trasporto pubblico fondendo ANM, CTP, EAV.

Riteniamo che ci siano soluzioni per superare le difficoltà diverse da quelle proposte dall’amministrazione: una è quella utilizzare l’avanzo di bilancio della città metropolitana bloccato da assurde normative nazionali ed europee. Soprattutto il sindaco e l’amministrazione comunale dovrebbero pretendere da regione e governo le risorse necessarie a garantire i servizi pubblici in città. Un trasporto efficiente è un diritto inalienabile e non c’è ragione che possa impedirne il legittimo godimento da parte dell’utenza.

Questo tema, come tanti altri, è troppo importante e deve essere discusso pubblicamente, nelle piazze e in assemblee popolari di quartiere.

Il Sindaco ha il dovere di spiegare ai cittadini come stanno le cose! Allora se De Magistris veramente intende scontrarsi con Governo e Regione per reclamare i diritti dei cittadini napoletani, sicuramente li avrà a suo fianco; se invece, sottraendosi alle sue responsabilità politiche, farà gestire la crisi ai soli dirigenti dell’azienda con tecnicismi, avallando e cedendo a ricatti e mediazioni che non assicurano il sostanziale miglioramento del servizio, sicuramente segnerà un ulteriore distacco profondo con la città.

Il tempo dei roboanti proclami non seguito da alcun fatto concreto in direzione della tanto sbandierata, ma non praticata, alterità della Giunta Comunale di Napoli è definitivamente scaduto!

Per questo è necessario costruire un ampio e unitario fronte politico e sociale cittadino a difesa del trasporto pubblico locale, che, senza sconti per nessuno, sia in grado di inserire questa fondamentale vertenza all’interno di una più generale Vertenza Metropolitana per il carattere interamente pubblico dei servizi locali e contro ogni privatizzazione.