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L’ONDA PRIDE È INARRESTABILE: STESSI DIRITTI PER TUTT* ORA

di Sinistra Anticapitalista Napoli

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Oggi anche la città di Napoli si unisce, con il Mediterranean Pride of Naples, alla rete dell’Onda Pride nazionale e più in generale al panorama dei pride internazionali, per far sentire con sempre maggiore determinazione la propria voce contro la discriminazione e il pregiudizio, la violenza e l’arretratezza, l’odio e l’ignoranza, che la comunità LGBT+ sente sulla propria pelle ogni giorno.

Condividiamo in pieno la rivendicazione del Pride 2017 di “sottrarre il corpo sia alla logica della mercificazione capitalistica sia a quella della mortificazione religiosa. In tale prospettiva, il corpo diventa uno strumento rivoluzionario, di potenziale infrazione a qualsiasi normalizzazione coatta, a qualsiasi autorità che, dall’esterno, intenda decidere per il nostro corpo e sul nostro corpo”.

Nella società capitalista, e in particolare nell’arretrato Stato italiano, si sente continuamente parlare di “difesa della famiglia”, quando non di “difesa della famiglia tradizionale e dei valori morali”.

Che ipocrisia! Ipocriti i politici borghesi, che mandano soldati in guerra, smantellano scuola e sanità pubblica, permettono alle banche di truffare le famiglie e lasciano che migliaia di famiglie di profughi muoiano in mare, riducono milioni di famiglie in miseria, ma poi difendono la “Famiglia”. Quegli stessi politici italiani che esattamente un anno fa hanno affrontato il dibattito sulle “unioni civili” in un crescendo di insulti omofobi e manifestazioni di ignoranza su qualsiasi aspetto della vicenda (dai diritti negati alle legislazioni in materia, dalla questione gender alla questione della gestazione per altri) producendo un dibattito turpe e oscurantista, degno di uno Stato medievale o teocratico. Ipocriti i vescovi e i cardinali, travolti dagli scandali in Vaticano, presi con le mani nel sacco mentre proteggono i preti pedofili, ma poi spiegano che “la famiglia è il fondamento di tutta la società”.

Vogliamo l’abbattimento di qualsiasi comportamento discriminatorio all’interno del mondo del lavoro di persone lesbiche, gay e soprattutto transessuali/transgender, stigmatizzate ed escluse a causa della trasformazione che hanno consapevolmente operato sul proprio corpo. Vogliamo reali diritti alle persone transessuali/transgender, fuori dall’obbligo di interventi medici o chirurgici per veder riconosciuta la propria identità sessuale (quella che riconoscono per sé stessi) nei dati anagrafici.

Rivendichiamo a gran voce la perfetta identità di diritti tra coppie dello stesso sesso e coppie etero, compresa la possibilità di adottare figli liberamente (altro che “stepchild adoption”!) perché sono la cura e l’amore, e non i geni e i ruoli (socialmente costruiti e imposti) a formare una “famiglia”.

Dobbiamo mettere in campo ogni azione contro il pregiudizio omofobico e transfobico. Per una società realmente libera da ogni discriminazione fondata sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’appartenenza etnica, sulla religione. Per una società in cui tutti abbiano gli stessi diritti e possano vivere liberamente la propria vita senza dover rendere conto allo Stato e alla Chiesa. Per una società non più in divisa in classi, l’unica in grado di garantire realmente l’uguaglianza e la libertà.