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Abdel Salam: le condanne a chi protesta

Comunicato della direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista

A sette mesi di distanza dai fatti, il tribunale di Bologna comunica a nove giovani militanti altrettanti decreti di condanna per la partecipazione alle manifestazioni spontanee che si sono svolte il 15 settembre scorso in quella e in numerose altre città al sopraggiungere della notizia dell’assassinio di Abd El Salam, il delegato USB della logistica ucciso nel corso della notte mentre partecipava ad un picchetto per rivendicare la stabilizzazione di alcuni lavoratori precari.

Le imputazioni a carico dei giovani sono evidentemente pretestuose e grottesche. Si contesta loro di non aver notificato la manifestazione con i consueti tre giorni di preavviso e di aver volantinato nei locali della stazione ferroviaria senza averne preventivamente richiesto l’autorizzazione.

Nonostante questo le condanne sono pesanti: molti mesi di detenzione che potranno essere commutati in una pena pecuniaria però del tutto improponibile per giovani studenti: 25.000 euro a testa. Il carattere intimidatorio di queste condanne era già stato sperimentato nei mesi scorsi in Val di Susa contro i militanti No Tav.

Oggi si colpiscono giovani studenti, rei solo di essersi indignati per la criminale uccisione di un migrante, delegato sindacale impegnato in una lotta contro la precarietà del lavoro.

Sinistra Anticapitalista denuncia la gravità di questa iniziativa repressiva e mette in luce come non si tratti affatto di una iniziativa estemporanea, ma come al contrario costituisca già una prima anticapazione del decreto Minniti e dell’ulteriore svolta repressiva che esso delinea.

La notra organizzazione, che partecipò in prima fila alle manifestazioni di lotta e di cordoglio di quei giorni, rivendica l’immediata cancellazione di queste condanne e fa appello in tal senso alla mobilitazione di tutte e di tutti i democratici.