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Pianeta Rom: una diaspora infinita

di Sinistra Anticapitalista Napoli (da CantoLibre)

Napoli li festeggia con l’ennesimo sgombero del grande campo Rom in via Brecce a S. Erasmo, a Gianturco, nel cuore di Napoli. “

L’accoglienza delle ruspe” disperde sul territorio profughi in prevalenza donne, bambini, malati.

Il campo Rom in via Brecce a S. Erasmo era un campo dove vivevano almeno 1.300 esseri umani, in situazioni disumane, come vivono  gli altri cinquemila rom sparsi in tanti campi disseminati su Napoli e Provincia.

La notizia dello sgombero fu data, (ma per il giorno 10 aprile 2017), da tutti i giornali  cittadini e questo hanno inteso le istituzioni  per “dare il preavviso”. (Ma i rom non leggono i giornali, dunque si meritano uno sgombero senza neanche il preavviso…)

220px-Alex_Zanotelli1Il “Comitato con i rom“, che fu fondato circa dieci anni fa e di cui  Padre Alex Zanotelli  è un grande animatore, da tempo ha potuto purtroppo costatare che è ben inutile dialogare con le istituzioni e ha un’opinione molto precisa di quanto l’Ente Locale stia da tempo fiancheggiando la politica della Procura ,del Prefetto e del governatore della Campania De Luca, dei Grillini.

A conti fatti è lecito chiedersi in che cosa questa politica si discosti dalle impostazioni di  Salvini che considera questi profughi come non–persone, ne ignora la storia, la cultura, i progetti immigratori, non ritiene utile consultarli e concertare con loro una “politica di accoglienza”.

Ipocritamente il Comune di Napoli ritiene di aver predisposto un’ accoglienza in containers che dovrebbero ospitare una parte di questi rom, containers che sono delle  orribili  scatole di latta, in cui nessuno ovviamente vorrebbe abitare…. Tutto questo  ricorda  il lancio delle monete  incandescenti del re Borbone ai pezzenti nel giorno appunto della festa della “cuccagna”…..

In verità solo qualche famiglia “cooptata” per disperazione andrà ad ingrossare questo nuovo lager, adattato alla meglio sulla colmata di rifiuti dove già insisteva il vecchio accampamento di Via del Riposo, incendiato tre anni fa dalla criminalità del  medesimo quartiere.

I criteri con cui sono stati accolti solo una parte dei rom sgombrati dovevano essere di ospitare le famiglie virtuose che , in situazioni disumane, hanno fatto frequentare le scuole ai loro figli.

Si tace ovviamente il fatto che la progettualità di lotta alla dispersione scolastica dei minori rom, per cui erano predisposti finanziamenti governativi, da anni è di fatto disattesa e non finanziata che in maniera saltuaria. Chi ricorda a questi burocrati che sarebbe il caso di operare per intercettare e mandare a scuola proprio quei minori che a scuola non riescono ad arrivare?

granati-3Una decina di persone poi è andata ad affollare il “centro scuola Deledda” (non regolamentato), che è già  da dieci anni sempre più stracolmo di famiglie che si arrangiano a vivere, in aule  appunto, di un’ex scuola a Soccavo.

Tutto fatto nella più grande improvvisazione ed omertà, senza vergogna, dietro i proclami di una “partecipazione dei movimenti”  in cui per la verità nessuno crede più. E’ lecito pensare anzi che lo scopo sia di dividere i movimenti proprio per non doverli fronteggiare.

Chi in qualche maniera ha ancora un dialogo con questi 3000 profughi, cui da quindici anni è negato fin anche il diritto all’acqua, alle fogne e ad un nome, sono i gruppi cattolici. Ma alcuni di questi gruppi, ovviamente tranne Alex Zanotelli, sostituiscono una schietta rivendicazione dei diritti umani con il moralismo e pretendono dal povero la santità. Per il resto si affidano alla preghiera. Questa impostazione permette di chiarire, parafrasando Croce, perché non possiamo in nessun modo ed in coscienza dirci “cattolici“.

All’opposto Alex  Zanotelli vorrebbe moralizzare le istituzioni ed arriva a maledirle, ma le istituzioni non temono le maledizioni e, purtroppo, nulla cambia.

Ha tanta ragione Zanotelli ad affermare, sgomento, di aver visto situazioni simili solo nelle baraccopoli di Africa, dove ha vissuto per dodici anni. Insieme al Comitato con i rom egli ha urlato e gridato per anni la sua indignazione davanti a un simile trattamento, senza essere mai  ascoltato.

rom 7Ha ragione inoltre quando afferma che questa indifferenza complice ha di fatto innescato  fenomeni di razzismo di massa,  come quando sono stati incendiati i campi rom di Ponticelli (nel lontano 2003) o il campo di via Umberto Maddalena a Capodichino o quello tre anni fa di Via del Riposo, costringendo sempre gli stessi i rom ad una continua fuga (sono sempre gli stessi alla fuga da allora…!)

A seguito di questi incendi sono poi, per rincarare la dose, avvenuti gli sgomberi  istituzionali del campo rom di via Marinella e di Virginia Wolf (Ponticelli) dove alcuni di loro avevano trovato rifugio, nonché  in provincia dei campi di Giugliano, Torre del Greco , Torre Annunziata…. Una diaspora infinita….

Già lo  scorso anno la Procura di Napoli aveva deciso lo sgombero del campo di Gianturco, dichiarando il terreno in cui insisteva pericolosamente inquinato. Il Comune di Napoli , il cui compito istituzionale era di trovare soluzioni alternative, impiegando ingenti fondi che si dichiaravano stanziati, si è limitato a far arrivare nei campi poliziotti, vigili urbani e altri per sollecitare i rom ad andarsene spontaneamente. Questa tattica ha di nuovo indotto una continua e caotica fuga nei quartieri limitrofi di centinaia di famiglie in condizioni esistenziali sempre più disperate.

Nulla si può dire dei partiti della cosiddetta sinistra perché nulla fanno: essi volentieri farebbero marce, ma solo dietro le loro bandiere di partito e per mostrare di esistere proprio dove non esistono… pretendono inoltre un eroismo da queste vittime che dovrebbero interloquire con una burocrazia oscura di cui non possono che ignorare i furbeschi cavilli…. Per il resto i partiti della cosiddetta sinistra non si accorgono nemmeno di queste megafavelas presenti nella loro e nella nostra città.

rommnapèoliDa non dimenticare infine le numerose “Cooperative o Associazioni di volontariato” che, con progetti che chiamarli virtuali è dir poco, dicono di lavorare per i diritti del preteso “popolo dei rom“, ma di fatto assoldano a nero dei giovani volontari e di fatto lucrano biecamente sul denaro pubblico! Essi hanno anche il coraggio di sentenziare che “Segregare costa” ( è il titolo di un loro famoso “pamphlet”, non a caso fatto pubblicare con denaro pubblico.)

A seguito di questo ennesimo episodio di “segregazione razziale” Sinistra Anticapitalista ritiene sia necessario essere testimoni, denunciare e lottare, in un’ottica internazionalista, contro il “razzismo istituzionale” delle politiche di “accoglienza” in Italia, in Campania e nella città di Napoli. Occorre dire con chiarezza che istituzioni che perpetrano questi misfatti non possono che trovarsi dall’altra parte della barricata