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Maxiprocesso No Tav, tutti contro la lotta della Valsusa

Comunicato dell’Esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista

Le condanne abnormi inflitte ai compagni imputati nel cosiddetto maxiprocesso di appello ai No Tav, e ancora prima le feroci parole pronunciate nella requisitoria, svelano la natura tutta politica dell’inquisizione contro il movimento popolare più longevo di questo scorcio di storia d’Italia. La verifica del “teorema” della procura di Torino è contenuta invece nell’archiviazione sistematica di ogni denuncia presentata contro uomini delle forze dell’ordine, immortalati anche da foto e video, mentre commettono violenze e abusi anche gravissimi.

Si conferma più che mai come da anni sia all’opera in Piemonte uno schieramento che comprende tutti i poteri forti, i partiti dei due schieramenti, le istituzioni e i diversi apparati dello stato, rivolto a criminalizzare e a sconfiggere in tutti i modi una lotta popolare senza precedenti. Lo scopo è uno solo: difendere gli interessi economici dei costruttori, degli speculatori, dei capitalisti tutti e il ruolo delle forze politiche che in diversi modi li rappresentano.
E’ c’è la volontà dei governi nazionali che si sono succeduti di impedire che una lotta democratica e di massa che è stata ed è punto di riferimento in tutto il paese possa continuare ad esserlo favorendo nuove resistenze alle politiche dell’austerità, della distruzione dell’ambiente a fini di lucro dei privati e a scapito delle comunità, della cancellazione di diritti democratici e sociali.
Tutta una serie di avvenimenti, a partire da quanto avviene in Val Susa, dimostrano come lo strumento repressivo sia ormai una scelta precisa del governo e della classe dominante per imporre i propri obiettivi antipopolari.
Non solo il carcere e le condanne, ma un uso sistematico di enormi sanzioni pecuniarie, ben conoscendo le condizioni economiche dei soggetti (lavoratori, precari, studenti, pensionati, disoccupati) ai quali vengono comminate, come deterrente economico e sociale per stroncare la partecipazione alle lotte.
La repressione del movimento è, inoltre, oggettivamente un regalo alle mafie al pari dei provvedimenti d’urgenza con cui è stata militarizzata la Valle e con cui si sbloccano le procedure per i cantieri del Tav. Sinistra Anticapitalista è solidale con le compagne e i compagni vittime delle montature giudiziarie così come del territorio in ostaggio del cosiddetto “interesse nazionale”.
L’unica grande opera è la ricostruzione, a livello nazionale, di un tessuto solidale con i No Tav e la ricostruzione di un movimento democratico e di lotta per la difesa degli interessi delle classi lavoratrici, degli oppressi, delle comunità territoriali, contro la rapacità capitalista di sfruttamento degli uomini e delle donne, della natura e dell’ambiente. Così come serve un’azione unitaria di tutte le organizzazioni politiche e di tutti coloro che sono stati eletti nelle istituzioni con un programma di opposizione alla Tav e alle grandi opere distruttive per contrastare fino in fondo e con atti politici ed istituzionali concreti, queste politiche repressive e antisociali della classe padronale e dei suoi partiti.