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Libia, cinque anni dopo l’intervento il disastro

di Paul Martial, da npa2009.org, traduzione di Fabrizio Burattini

E’ una vera e propria requisitoria contro l’intervento militare in Libia in rapporto del parlamento britannico che conferma le critiche espresse alle operazioni belliciste di Cameron e Sarkozy.

Abbandonato in mano ai signori della guerra, il paese nordafricano si frammenta e le milizie fanno regnare il terrore sulle popolazioni civili e sugli immigrati in transito.

La Francia in pole position

In una cinquantina di pagine il rapporto parlamentare analizza nel dettaglio l’intervento militare in Libia diretto congiuntamente da David Cameron e da Nicolas Sarkozy, e ne sottolinea gli errori di valutazione, la scarsa conoscenza del paese, ne denuncia le informazioni erronee e rivela, per quanto riguarda la Francia, le vere ragioni dell’intervento. Gli autori del rapporto ne vedono cinque: impadronirsi in misura maggiore del petrolio; aumentare l’influenza della Francia nell’Africa del Nord (dopo la disastrosa proposta della ministro degli esteri Michèle Alliot-Marie di aiutare Ben Ali, l’allora dittatore tunisino, a reprimere più efficacemente le rivolte popolari nel suo paese); migliorare la situazione politica interna; dare un’occasione alla Francia di dimostrarsi come una potenza militare; riconfermare la sua presenza sullo scacchiere africano.

Il rapporto, d’altra parte, giudica che la minaccia contro i civili è stata enormemente esagerata, basandosi solo sulla retorica di Gheddafi, mentre i fatti ne smentivano i discorsi. In realtà, nelle città che sono state riconquistate dalle sue truppe, non si sono verificati massacri di civili.

Violazione della risoluzione dell’ONU

Se l’obiettivo fosse stato realmente la protezione dei ribelli di Benghasi, come dichiarato da Alain Juppé (il successivo ministro degli esteri francese) all’ONU : «ogni giorno, ogni ora che passa si appesantisce il fardello di responsabilità che grava sulle nostre spalle», mentre gli attacchi aerei avrebbero eliminato il pericolo in 24 ore, come nota il rapporto inglese. L’intervento militare, che mirava a stabilire una No Flight Zone, si è trasformato in un intervento di No Drive Zone contro le truppe di Gheddafi.

La risoluzione 1973 dell’ONU aveva per scopo la protezione dei civili… Ed è stata largamente mascherata, come testimoniato dallo spiegamento delle forze militari. Secondo uno studio dell’Istituto di Ricerche strategiche francese, sono stati mobilitati circa 60 navi da guerra, 216 aerei da combattimento, 80 elicotteri e 84 aerei di supporto, con il coinvolgimento di quindici paesi occidentali, a cui si sono aggiunti il Qatar, gli Emirati arabi uniti e la Giordania.

Il rapporto dei parlamentari britannici conferma anche un’altra violazione della risoluzione che aveva deciso un embargo militare totale sul paese, mentre, attraverso il Qatar e gli Emirati arabi uniti, sono stati forniti ai ribelli missili francesi Milan anticarro.

Civili e migranti, le prime vittime

La situazione si degrada in Libia. Un anno fa si sono formati due grandi poli: un’autorità a Tripoli sostenuta dalle forze di Fajr Libya (l’alba della Libia) definita in genere islamista, e quella di Tobruk, con il generale Haftar sostenuta dall’Occidente…

Con gli accordi di Skhirat in Marocco, patrocinati dalla comunità internazionale, si è formato un governo di unione nazionale guidato da Fayez-Al-Sarraj. Sostenuto da Fajr Libya, si è potuto installare a Tripoli ma è stato rifiutato da Tobruk. Il governo di Fayez-Al-Sarraj non riesce ad imporsi sull’insieme del paese e perde di autorità nella stessa capitale, vista la frammentazione di Fajr Libya. Si assiste allo sbriciolamento delle milizie, dovuta in particolare al blocco della corresponsione dei salari. E’ frequente il caso di miliziani che si dedicano al banditismo, creando a Tripoli un senso di insicurezza raramente raggiunto.

La Libia è diventata in un vero e proprio inferno per i migranti subsahariani. Vengono rapiti, torturati, violentati, ridotti in schiavitù, diventano oggetto di richieste di riscatto. Cosa che non impedisce all’Europa di ipotizzare accordi in materia di migrazione con la Libia… L’imperativo umanitario dei nostri governanti è improvvisamente scomparso…