In evidenza

Aleppo urla, la sinistra saprà ascoltare?

In risposta agli articoli del giornalista Max Blumethal, Ashley Smith si oppone all’idea che la Rivoluzione Siriana sia stata manipolata dagli USA

di Ashley Smith, da socialistworker.org, traduzione di Antonello Zecca

Il regime di Bashar al-Assad e le forze aeree russe stanno martellando la città di Aleppo con una guerra lampo fatta di bombardamenti e attacchi missilistici allo scopo di aprire la strada ai soldati siriani, le truppe iraniane e le milizie sciite dall’Iran e dall’Iraq per la riconquista della città. Le Nazioni Unite temono una catastrofe umanitaria imminente per i circa 250.000 abitanti di Aleppo.

L’assedio è il culmine della furibonda campagna di Assad contro la Rivoluzione Siriana, iniziata nel 2011 al tempo delle Primavere Arabe in Nord Africa e in Medio Oriente. La sua guerra controrivoluzionaria, ha provocato la morte di 400.000 persone e il trasferimento di circa 11 milioni di siriani sui 22 milioni prima della guerra. Oltre 5 milioni di esuli forzati sono fuggiti dal Paese, la grande maggioranza dei quali in Paesi mediorientali, e un milione verso l’Unione Europea.

Tuttavia, in tutto questo orrore, una parte della sinistra statunitense ha provato ad assolvere Assad, la Russia e l’Iran dai loro crimini evidenti in Siria e ha invece accusato gli USA dell’intera crisi. Gli USA sono certamente colpevoli di atrocità imperiali in tutta la regione, come nello Yemen dove sostengono la brutale guerra dell’Arabia Saudita. Ma in Siria la responsabilità del disastro umanitario è chiaramente di Assad e dei suoi sponsor regionali ed imperialisti.

Per leggere tutto, scarica il testo in PDF