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Napoli, alcune domande sull’ABC

Napoli è indubbiamente una città in cui, negli ultimi anni, si è assistito alla nascita e allo sviluppo di interessanti processi politici e sociali, che da una parte hanno visto la fioritura di occupazioni di spazi abbandonati e in disuso, di collettivi giovanili, di conflittualità territoriale, dall’altra la conferma del secondo mandato al Sindaco De Magistris, di cui la costituzione dell’azienda speciale ABC era stato uno dei tratti simbolicamente determinanti.

Le ultime controverse vicende relative a questo capitolo impongono una seria riflessione a tutti gli attivisti politici e sociali, come prova ad avanzare questo articolo

 

di Gennaro Esposito, Sinistra Anticapitalista Napoli

Sono passati appena nove mesi da quando l’ABC e le associazioni di cittadini dei decumani festeggiarono “Napoli, capitale dell’acqua pubblica” con un presepio, che dovrebbe essere ancora a Palazzo San Giacomo, ravvivato dalla novità dei pastorini Luigi De Magistris – Alex Zanotelli – Consiglia Salvio – Maurizio Montalto. Ora tra il sindaco De Magistris e gli altri tre è rottura totale.

Una ventina di giorni fa, il sindaco ha revocato l’intero CdA  dell’azienda, ritenuto inadeguato a portare avanti il ciclo integrato delle acque.

Il pomo della discordia era il passaggio dei lavoratori e degli impianti del Consorzio San Giovanni a Teduccio ad ABC. Secondo la giunta comunale, il CdA voleva mandare in mezzo alla strada i lavoratori del Consorzio. La questione, in realtà, è più complessa e la verità degli atti scritti rivela esattamente il contrario.

Montalto, con delibera commissariale (in quel periodo era commissario) del 22 aprile 2016, diede incarico al direttore generale dell’ABC, cioè al management aziendale, di fare un piano industriale che favorisse proprio l’assorbimento dei lavoratori senza però minare la stabilità economica dell’azienda. Vorrei a questo punto precisare che fanno parte del management aziendale dirigenti con stipendi d’oro (parliamo di centinaia di migliaia di euro). Per quattro mesi cosa hanno fatto questi dirigenti? Hanno dato seguito alla delibera? No. Non hanno scritto nulla, nemmeno un rigo. A fine agosto il direttore generale comunicò formalmente al presidente dell’azienda che non avrebbe provveduto, per mancanza di tempo (!), a redigere il P.E.F. (Piano Economico Finanziario).

Nell’ultima riunione del CdA, assistetti personalmente a questa discussione. Ero lì come rappresentante del Consiglio Civico. Ebbi subito l’impressione che il direttore si stesse rivolgendo ad un CdA già destituito. In quella sede si parlò anche delle gravi manipolazioni sulle bollette. Seppi così che l’ABC aveva trattenuto ingiustamente la cauzione di 130.000 utenti e che la gestione Montalto, constatata la violazione, aveva restituito ai cittadini napoletani 3.500.000. euro (molti hanno ricevuto bollette con la cifra zero da pagare). Ricordo bene il fervore della discussione quando il presidente Montalto chiese al direttore Pennarola di fare chiarezza e di individuare i responsabili della “disattenzione”. Sapete quale fu la risposta del direttore?

Io consiglierei di stigmatizzare”. Proprio così…

Il verbo stigmatizzare fu ascoltato dal sottoscritto, dall’intero CdA e anche dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori ABC.

Se posso raccontare tutto ciò è grazie al fatto che la gestione Montalto, sin dal primo insediamento, ha aperto il CdA ai comitati. Il Consiglio Civico, creato per mettere su un ponte di democrazia e di discussione tra l’ABC e i cittadini, è arrivato dopo, diciamo più o meno ad aprile di quest’anno.

Sono entrato a far parte del comitato due anni fa. Una decisione condivisa dai compagni e dalle compagne di Sinistra Anticapitalista. Ho quindi potuto osservare, senza alcuna velleità di “esercitare egemonismo”, le varie tappe che ci hanno portato al punto in cui ci troviamo. A chi mi chiedeva come un marxista potesse andare d’accordo con il cattolico Alex Zanotelli, ho quasi sempre risposto con un sorrisetto laconico. Del resto, anche da adolescente mi sentivo abbastanza vicino a don Milani, non certo ai togliattiani. Nel comitato, come in altri ambiti di relazione politica, ho più volte ripetuto che le battaglie di giustizia sociale non si vincono da soli e che l’autoreferenzialità non paga. La scelta di nominare me portavoce del Consiglio Civico, doveva servire proprio ad aprire una breccia nel muro di diffidenza di molti compagni. Negli ultimi due mesi, ho chiesto e richiesto a militanti politici e dei centri sociali un incontro per discutere e creare un fronte critico su questa delicatissima questione ma i compagni, in mille altre faccende affaccendati, non hanno però mostrato particolare interesse per questa discussione (almeno fino alla destituzione del CdA).

In linea di principio teorico, sono tuttora legato all’idea dell’autonomia dei comitati, ma la scuola di realismo dialettico impone di convenire che la gestione Montalto mi ha fornito la possibilità di capire alcuni processi che altrimenti per me sarebbero rimasti sconosciuti.

Ora, però, vorrei porre alcune domande a chi legge.

1) Perché il sindaco in televisione o in altri palcoscenici non dice (ed era informato) che il CdA licenziato, preoccupato per l’accerchiamento delle politiche di privatizzazioni, stava impugnando sia la delibera De Luca, finalizzata a dare alla Regione la fonte del Serino (sottraendola quindi ad ABC), sia il decreto regionale che ha aumentato il costo dell’acqua alla fonte da 16 centesimi mc.  a 25 centesimi mc.? Per pura informazione, questo aumento pesa su ABC (e di conseguenza su tutti i napoletani) per 12 milioni di euro all’anno, vale a dire un decimo del fatturato dell’azienda!

2) Indebolire un’azienda pubblica, caricandola di costi, favorisce o no gli squali delle privatizzazioni? E l’ABC era o no il granello che inceppava la macchina delle privatizzazioni (cit. Riccardo Petrella)?

3) Il Comune e la nuova gestione ABC impugneranno questi atti e chiederanno al direttore dell’azienda di chiarire perché sono state messe le mani nelle tasche dei napoletani gonfiando i costi sulle bollette?

4) Il sindaco spiegherà perché il Comune si è pappato 16 milioni di euro dagli utili di ABC senza più restituirli? Per legge dovevano essere lasciati ad ABC per la manutenzione degli impianti e per ripianare le perdite del gruppo, ad esempio quelle della Net Service, che conta 90 lavoratori.

5) Perché il sindaco ha lesinato i fondi a Montalto ed ha invece garantito, giustamente, la copertura economica a Mimmo Allocca per l’assorbimento di 380 lavoratori di Napoli Sociale in Napoli Servizi (preciso che sto riportando una domanda del Mattino in un articolo del 25 settembre). Nulla da eccepire sull’assunzione dei 380 lavoratori. Diciamo pure, però, che le attività per cui Napoli Servizi è stata istituita vengono contraddittoriamente esternalizzate (ad esempio, le pulizie degli edifici delle municipalità).

6) La nuova gestione ABC continuerà a dialogare con il Comitato e il Consiglio Civico?

Finora, né Consiglia Salvio né il sottoscritto hanno ricevuto telefonate dalla commissaria Paparo. Eppure, in azienda sanno bene come rintracciarci.

Ci sono altri aspetti che finora, nella girandola delle accuse, non sono emersi.

Perimetrare la politica in una dimensione territoriale è sempre un errore gravissimo.
Sia l’autorità nazionale energia elettrica- gas- sistemi idrici sia il ministro dell’ambiente hanno dichiarato di voler creare grandi accorpamenti di società da mettere sul mercato, seguendo le linee della Banca Centrale Europea e del FMI. Un meccanismo, non dimentichiamocelo, favorito dallo Sblocca Italia, dal decreto Madia e, ovviamente, dalle leggi regionali. Una strategia, studiata nei piani alti del Sistema, che porterebbe all’occupazione speculativa della Veolia e della Suez (multinazionali francesi) nell’intero Centrosud del nostro paese, attraverso l’attacco alle fonti dell’acqua (ed ecco spiegato lo scopo pratico della delibera di De Luca sulla fonte del Serino) e alla gestione diretta dei servizi. È cronaca recente che il presidente della Puglia, Emiliano, che in campagna elettorale si era impegnato per la pubblicizzazione dell’acqua, ora vuole le multiutility da quotare in borsa e stringe protocolli d’intesa con l’acquedotto di Avellino (Alto Calore) e l’acquedotto di Benevento (Gesesa) di proprietà dell’Acea (quote di Acea sono nelle mani di Suez).

Buona parte delle fonti in Campania sono invece nelle mani della società Acqua Campania (quote: 47% famiglia Caltagirone e il 47,9% Veolia).

Così si muovono le lobby del capitalismo (cari compagni amanti dell’esagerazione retorica, sono queste le lobby!). Esse hanno il potere di controllare i media, gli apparati di Stato e la melma burocratizzata presente nelle istituzioni, nelle aziende e nelle dirigenze sindacali. La burocrazia comunale, di contro, ha interesse a favorire il potere reale perché sa che così facendo può meglio proteggere i privilegi acquisiti.

Pongo ora una domanda volutamente maliziosa.

La burocrazia all’interno di ABC mal digeriva la svolta democratica voluta dal Comitato e portata avanti da Montalto?  La “gestione sfiduciata” aveva messo il naso sulle tariffe gonfiate ai danni dei cittadini, aveva stornato dai fondi di disponibilità gli euro per aiutare a portare l’acqua in Palestina (e non di dare soldi agli amici degli amici delle signorie accademiche), aveva nel nuovo CdA attivisti sociali e aveva anche in programma la riduzione drastica delle esternalizzazioni dei servizi.

Uno degli effetti perniciosi del sistema capitalistico è quello di garantire a dirigenti burocrati fior di quattrini e di dar loro la possibilità di coltivare protezioni politiche, nonché di pianificare affidamenti di appalti e commesse. Allora, il passaggio dei lavoratori di San Giovanni ad ABC è stato un pretesto per prendere due piccioni con una fava, cioè scaricare su un’azienda un problema del Comune (per l’appunto il passaggio dei lavoratori del consorzio, che giustamente fremevano per una sacrosanta stabilizzazione) e far fuori una politica gestionale scomoda? Se non si vuole fare un torto alla propria intelligenza, penso che sia opportuno porsi la domanda.

Una decina di giorni prima della sfiducia al CdA, il sindaco convocò il Comitato e il Consiglio Civico. Gli assessori presenti giurarono e spergiurarono sull’efficienza degli impianti. Giusto un paio di settimane fa, nell’assemblea convocata da noi del Consiglio Civico, l’assessore Piscopo e il vicesindaco Del Giudice ebbero modo di constatare che eravamo in possesso delle perizie tecniche sugli impianti, tutt’ora a disposizione di chiunque voglia leggerle. Perizie furono chieste anche alla giunta, ma non sono mai arrivate al Consiglio Civico. In quell’assemblea, il vicesindaco Del Giudice non poté fare a meno di ammettere che sì, gli impianti in verità erano un po’ vecchiotti e malandati…

Forse è arrivato il momento che qualcuno dica al sindaco che porta male “deludere” l’ala sinistra dei movimenti (conosciamo tutti la squallida fine politica dei Bertinotti, dei Gennaro Migliore e degli Tsipras). De Magistris, che ben conosce gli apparati repressivi dello Stato, saprà senz’altro adoperare gli strumenti per smascherare le bugie, le avide ambizioni dei carrieristi e i famosi dossieraggi…

Tutto sommato, ha un’occasione unica per dimostrare di “avere braccia robuste per nuotare controcorrente”.