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Carrara, un appello in difesa delle Alpi Apuane

Comunicato Stampa

Apuane, beni estimati di Carrara, la proprietà collettiva per un possibile nuovomodello di sviluppo. L’appello di intellettuali e associazioni

Costituzionalisti, personalità della cultura e dello spettacolo, urbanisti, giornalisti, assieme ad una vasta alleanza di associazioni culturali e ambientaliste, organizzazioni e movimenti politici del territorio, hanno sottoscritto un documento in difesa delle Alpi Apuane, oggetto di un’aggressione selvaggia da parte di un’industria estrattiva orientata esclusivamente al proprio profitto che, asportando intere parti della montagna, distrugge irreversibilmente i delicatissimi habitat apuani.

Con questo appello, si reclama il rispetto di alcuni principi costituzionali che, in questa parte d’Italia, vengono quotidianamente violati in nome di interessi privati che riescono a imporsi sulla tutela della proprietà collettiva, a grave scapito dell’ambiente e del paesaggio.

I prezzi sociali e ambientali della deriva predatoria della monocoltura del marmo non sono accettabili e, soprattutto, non sono sostenibili: distruzione del paesaggio, rischio idraulico, dissesto idrogeologico, distruzione della filiera produttiva, occupazione ridotta ai minimi termini, distruzione dell’identità culturale di intere comunità. Conseguenze feroci, che sono ormai sotto gli occhi di tutti.

L’ultima aggressione nei confronti di una seria politica per i beni comuni, si sta concretizzando con la pretesa di alcune grandi imprese del marmo e del carbonato di calcio, di rivendicare la proprietà di una parte importante dei giacimenti marmiferi di Carrara, approfittando del contenzioso aperto presso la Corte Costituzionale dal Governo contro la nuova legge sulle cave della Regione Toscana.

Il nostro appello mira a respingere questo tentativo di privatizzazione delle cave, chiedendo parimenti alla Suprema Corte, che a breve sarà chiamata ad esprimersi su questo argomento, di riconoscere, in continuità con quanto già sostenuto nella sentenza del 1995 (488/1995), la nullità della pretesa di privata proprietà sui cosiddetti “beni estimati”.

La sconfitta del progetto di privatizzazione costituisce la premessa per la riapertura di un confronto in sede locale e regionale, che affronti seriamente i temi della tutela dell’ambiente, della sicurezza del lavoro e della valorizzazione della materia prima. Questa nuova fase è indispensabile, come dimostrato dalle diffuse situazioni di illegittimità e illegalità presenti nel settore e, purtroppo, anche dal recente, grave incidente mortale avvenuto nelle cave di Carrara.

Il testo dell’appello

Le Alpi Apuane sono una parte importante dell’ecosistema del nostro paese: è dovere dei cittadini difenderle.

Ci atteniamo ai principi inderogabili della Costituzione quando le identifichiamo quale bene comune ed affermiamo che, in quanto proprietà collettiva, non sono sacrificabili all’interesse di singole imprese che asportano intere parti della montagna, con il solo fine di realizzare enorme profitto per sé, distruggendola in modo irreversibile.

I principi costituzionali, giuridicamente e politicamente efficaci, individuano e fissano una gerarchia ben definita tra proprietà collettiva, pubblica e privata e pongono la tutela del paesaggio tra i principî fondamentali dello Stato.

Va dunque respinto con forza ogni tentativo di privatizzazione delle cave delle Apuane.

Siamo certi che la Corte Costituzionale – che a breve sarà chiamata ad esprimersi su questo argomento – saprà riconoscere, in accordo con quanto dalla stessa sostenuto nella sentenza del 1995 (488/1995), la nullità della pretesa di privata proprietà su alcuni agri marmiferi (i cosiddetti “beni estimati”).

Un diverso modello di sviluppo nelle Apuane, assolutamente necessario e non più rinviabile, può coincidere soltanto con il riconoscimento che esse – a partire dalle cave – sono proprietà della collettività: da tutelare e non da violentare, saccheggiare e mercificare a vantaggio di pochi e a danno di tutti.

Tale sviluppo, necessariamente modulato dall’interesse pubblico, deve armonizzarsi con l’interesse giuridicamente e politicamente superiore della salvaguardia del territorio e dell’ambiente, come sancito dalla Costituzione.

Firmatari

Paolo Maddalena, Salvatore Settis, Adriano Prosperi, Andrea Camilleri, Moni Ovadia, Tomaso Montanari, Giuseppe Ugo Rescigno, Maria Pia Guermandi, Roberta De Monticelli, Mario Perrotta, Maurizio Maggiani, Alberto Grossi, Giorgio Pizziolo, Paolo Baldeschi

Le associazioni impegnate nel sostegno

Anpi Carrara, Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani, Arci Massa-Carrara, Carrara Bene Comune, Centro Studi Cervati (Seravezza), Fare Comunità Carrara, Fondazione Caponnetto (Referente Massa Carrara: Milene Mucci), Gruppo di Intervento Giuridico (GRIG) Apuo-versiliese, Italia Nostra Sezione Apuo Lunense, Legambiente Carrara, Movimento 5 Stelle Carrara, Partito della Rifondazione Comunista Carrara, Rete dei comitati per la difesa del territorio, Sinistra Anticapitalista Massa-Carrara, Verdi Carrara