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Brasile, istanti finali per Dilma

di Henrique Carneiro (attivista e professore dell’Università di Sao Paulo, redattore del blog Convergencia Socialista e di Esquerda Online), da esquerdaonline.com.br, traduzione di Fabrizio Burattini

Dopo mesi, l’impeachment arriva a segno, Dilma Rousseff, nel suo discorso, ha sostenuto dal punto di vista giuridico la totale assenza di legittimità nella accuse sulle pedaleadas fiscali. Nonostante ciò, nel sostenere di non essere stata complice della peggiore politica brasiliana non ha detto la verità. Sono i suoi stessi ex alleati che ora hanno votato a favore della fine del suo incarico, tra i quali anche vari ex ministri.

Sì, Dilma si è alleata con la peggiore politica brasiliana, da Maluf a Collor, dei partiti organici con i fondamentalisti evangelici e, soprattutto, con il PMDB (Partido do Movimento Democrático Brasileiro), suo alleato da lunga data. Perché non ha potuto fare un’autocritica su queste alleanze? Perché queste alleanze continuano!
Anche con l’impeachment, il PT rimane alleato dei partiti golpisti!

Dilma non si è arricchita personalmente, cosa che la distingue dalla rapacità esplicita della maggior parte di coloro che la condannano. Ma non ha mai smesso di mantenere le sue alleanze con il peggio della politica brasiliana, con i corrotti più spudorati, con i più antichi oligarchi, con il sistema politico a cui si è adattata.

La cosa più triste è il grande ruolo del PT nel neutralizzare la mobilitazione popolare, di ridurre il movimento sociale ad una pura base elettorale.
Alleato alla borghesia e ai suoi rappresentanti, ha svolto talmente bene il suo ruolo nel contenere le aspirazioni, nel difendere i profitti dei settori più rapaci dell’agrobusiness, delle miniere, e del capitale finanziario, nel forgiare una legislazione repressiva, tanto che ora, nel momento in cui ha perso la sua utilità come socio del grande capitale, quasi non ci sono mobilitazioni in sua difesa.

Il governo è caduto in un golpe di palazzo, ordito dai suoi stessi alleati e, nonostante ciò, continua a mantenere, in vista delle elezioni municipali, alleanze con questi stessi partiti, traditori e organicamente padronali, come l’alleanza di Haddad (il sindaco PT di  Sao Paulo) a Sao Paulo con il PR (Partido de la Republica) di Magno Malta e Tiririca.

Non c’è modo di difendere un PT che conserva le stesse strategie organiche e conciliatrici che lo hanno portato al collasso.

La speranza è dunque che il movimento Fuera Temer (via Temer, il vice presidente della repubblica che ha scalzato Dilma) faccia crescere nelle prossime elezioni il voto al PSOL (Partido Socialismo e Liberdade), al PSTU (Partido Socialista dos Trabalhadores Unificado) e al PCB (Partido Comunista Brasileiro) e indichi il superamento delle illusioni nel PT.