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Air France, toccherebbe piuttosto ai lavoratori denunciare la compagnia per violenza aggravata

Comunicato del NPA-Nouveau parti anticapitaliste

Ieri mattina si svolgeva il comitato centrale d’azienda (l’organo esecutivo del consiglio d’amministrazione, ndt) di Air France.

Rispondendo all’appello del coordinamento intersindacale, più di un migliaio di lavoratori, personale di terra e di volo, parecchi in uniforme, manifestavano davanti alla sede della compagnia aerea per protestare contro il piano della direzione, basato sulla soppressione di 2.900 posti di lavoro, con il pretesto dell’ “intransigenza” del sindacato dei piloti. I manifestanti hanno divelto i cancelli dell’edificio e hanno occupato i locali. Rapidamente, il presidente di Air France, Frédéric Gagey, e il suo braccio destro sono riusciti a scappare. Il direttore delle Risorse umane, Xavier Broseta, e il responsabile delle linee intercontinentali, Pierre Plissonnier, sono stati contestati e spintonati dai lavoratori esasperati. Il massimo della violenza è stato che Broseta ha perduto la propria camicia nel parapiglia ed è dovuto uscire scavalcando anche lui i cancelli.

La direzione annuncia di aver presentato denuncia per “violenza aggravata”… Ma siamo ben lontani dalla violenza dei padroni e da quella delle aggressioni della polizia che subiscono i lavoratori. L’azienda ha annunciato “da qui al 2017” la soppressione di 2.900 posti di lavoro e un taglio del 10% dell’attività di volo verso l’Asia! Ma negli ultimi tempi l’attività verso altre destinazioni è stata incrementata.

Dietro tutta questa cortina di fumo, l’obiettivo resta quello di sviluppare l’attività, sopprimendo contemporaneamente centinaia di posti di lavoro, distruggendo gli accordi collettivi e aumentando i margini finanziari di una compagnia che fa profitti favolosi!