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Grecia – Riemerge Alba dorata. Bisogna integrare l’antifascismo nella campagna anti-austerità.

Di Thanassis Kourkoulas* da Alencontre.

Il processo contro Alba Dorata – spesso rimandato con vari pretesti– con l’accusa di organizzazione criminale è stato decisivo nel fermare le azioni dei gruppi d’assalto fascisti. Il movimento antifascista ha giocato da questo punto di vista un ruolo molto importante. I governi precedenti e la giustizia non avevano alcuna intenzione di intentare processi contro questa organizzazione neonazista. Ciò non è stato possibile se non grazie alle manifestazioni antifasciste di massa a seguito dell’uccisione del rapper antifascista Pavlos Fyssas. Egli è stato ucciso all’uscita di un bar della periferia di Atene, il 18 settembre del 2013. questo significa che l’influenza politica di questa organizzazione è ancora, tutt’ora, limitata. Il suo risultato elettorale era del 6,3% alle elezioni politiche del 2015 rispetto 9,4% ottenuto alle elezioni europee del 2014. Senza dubbio, nei sondaggi può esserci un contenimento. Alcuni simpatizzanti non osano sempre difendere pubblicamente Alba dorata.
Questo processo è cominciato qualche mese fa, il 20 aprile 2015, all’interno delle mura del carcere di Korydallos: sono implicati 60 militanti e dirigenti – dopo un lungo periodo di attesa. È a questo punto che cominciano le difficoltà. L’antifascismo così maggioritario nella società non trova attuale espressione nelle istanze politiche o istituzionali. Dovrebbe, al contrario, essere proprio di una parte della sinistra, in particolare all’interno di Syriza. Ad esempio, non ci sono dichiarazione pubbliche sulla necessità di condannare Alba dorata per le sue azioni criminali. Così come dovrebbe essere proprio, d’altra parta, delle diverse realtà democratiche. Pochi avvocati – per lo più vicini al Kke o ad Antarsya – si sono mobilitati. Senza dubbio viene sottostimato il pericolo che rappresenta Alba dorata nel contesto attuale. La vittoria elettorale di Syriza ha avuto l’effetto di focalizzare una gran parte dell’attenzione sulle questioni di governo.
È altresì importante sapere che sono in corso numerosi processi contro gli aderenti di Alba dorata. Oltre a quello che ha come capo d’accuso l’appartenenza ad un’organizzazione criminale, si stanno svolgendo parallelamente tre altri processi. Essi riguardano: 1° la morte del rapper antifascista Pavlos Fyssas; 2°il tentato omicidio ai danni di un pescatore di origine egiziana; 3° l’attacco (accusa di tentato omicidio) contro i militanti del Pame e del Kke a Perama, vicino ad Atene, il 12 settembre 2013. I processi sono ancora in fase istruttoria e inizieranno realmente solo a partire da settembre 2015.
Il ripiego della mobilitazione contro il fascismo ha tuttavia permesso ad Alba dorata di guadagnare un punto importante in questa fase. La presenza degli avvocati delle vittime sarà limitata al processo dove saranno direttamente implicati nella difesa delle parti lese. Non potranno infatti essere presenti al processo come parte civile coloro che considerano Alba dorata come un’organizzazione criminale. Questa vittoria è stata ottenuta dagli avvocati di Alba dorata che hanno perorato la causa secondo cui ciascuno di questi processi debba essere trattato in maniera separata. È pertanto evidente che tutti questi processi sono legati dal momento che l’attiva criminale di Alba dorata poggia particolarmente sull’aggressione fisica e l’uccisione dei militanti della sinistra e dei sindacalisti.
Alba dorata approfitta ugualmente del contesto attuale per presentarsi come il solo partito antisistema che opera ai fini di una resistenza nazionale. Presenta Syriza come un’organizzazione “traditrice” nei confronti della nazione per il fatto che la sua maggioranza ha sottoscritto un nuovo memorandum con i creditori. Afferma ugualmente che tutto il sistema politico è marcio. Le accuse contro i dirigenti di Alba dorata, i suoi militati e l’organizzazione in quante tale riporrebbero, di conseguenza, sulla sua “natura anti sistema”.
Fino ad ora la maggioranza della popolazione non crede a questi argomenti. Con la nuova fase politica aperta dal terzo memorandum tutto può cambiare . Il popolo greco non è ancora stato informato nel dettaglio sulle nuove misure antiausterità. La resistenza non è che agli inizi. A partire da ora, l’atteggiamento della sinistra e del movimento di massa giocheranno a tal proposito un gioco cruciale. La questione essenziale è collegata alla capacità della sinistra radiale, sia quella interna sia quella esterna a Syriza, d’animare e di dare espressione ad un movimento di massa.
La componente armata – gruppi d’assalto, più volte denunciati per il loro armamento – di Alba dorata non è più riemersa dopo l’accusa di essere un’organizzazione criminale. Noi siamo ottimisti sul fatto che Alba dorata non possa trovare immediatamente eco nella società. Il pericolo, tuttavia, è ben reale. È, dunque, indispensabile includere una dimensione antifascista in tutti gli ambiti di resistenza contro l’austerità e di lotta che nasceranno. Noi cerchiamo di farlo quotidianamente nel nostro impegno nei sindacati, ma anche sui luoghi di lavoro e nei quartieri. Stiamo valutando anche di fare delle manifestazioni davanti ai tribunali quando i processi entreranno nella fase successiva. È importante fare conoscere ad ampi settori che Alba non è un’organizzazione antisistema, che sostiene il capitale, e che beneficia del sostegno del suo sostegno, e tra l’altro degli armatori.
Alba dorata non può tutt’ora agire in maniera scoperta nei quartieri. Tuttavia, essa è riemersa nei giorni che hanno preceduto l’ultimo memorandum. I suoi aderenti hanno fatto una piccola campagna di attacchinaggio contro la privatizzazione del porto del Pireo. In realtà, Alba dorata non ha fatto niente contro il memorandum, anche se i suoi parlamentari hanno votato contro l’ultimo memorandum. Alla stampa non è stata, d’altra parte, rilasciata alcuna posizione rispetto al referendum del 5 luglio. Secondo i sondaggi, solo il 40% degli elettori di Alba dorata hanno votato NO al referendum. Il nucleo più fascista dell’organizzazione è più preoccupato per la natura del governo – etichettato come “bolscevico” – che dalle nuove misure di austerità.
15 luglio 2015
*Thanassis Kourkoulas anima da anni il movimento “Espelliamo il razzismo”. È membro di Dea e della sua direzione.