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La maggioranza di Syriza rifiuta l’accordo

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ATENE ORA: una situazione esplosiva!

MANIFESTAZIONE DI MASSA STASERA DAVANTI AL PARLAMENTO!

La maggioranza dei membri del Comitato Centrale di Syriza respinge l’accordo!

Di seguito trovate la dichiarazione votata a maggioranza dai membri del Comitato Centrale di Syriza

Dichiarazione di 109 (su 201) membri del Comitato Centrale di Syriza

Il 12 luglio, un colpo di stato ha avuto luogo a Bruxelles, che ha dimostrato che l’obiettivo dei leader europei era quello di infliggere una punizione esemplare a un popolo che aveva immaginato un altro percorso, diverso dal modello neoliberista di estrema austerità. Si tratta di un colpo di stato diretto contro qualsiasi nozione di democrazia e di sovranità popolare.
L’accordo siglato con le Istituzioni è stato il risultato di minacce di immediato strangolamento economico e rappresenta un nuovo Memorandum che impone condizioni odiose e umilianti di tutela che sono distruttive per il nostro paese e la nostra gente.
Siamo consapevoli delle pressioni asfissianti che sono state esercitate sulla parte greca, riteniamo tuttavia che il NO orgoglioso dei lavoratori e delle lavoratrici al referendum non consente al governo di arrendersi di fronte alle pressioni dei creditori.
Questo accordo non è compatibile con le idee ed i principi della sinistra, ma, sopra ogni altra cosa, non è compatibile con i bisogni della classe lavoratrice. Questa proposta non può essere accettata dai membri e dai dirigenti di Syriza.
Chiediamo che il Comitato centrale sia convocato immediatamente e chiediamo ai membri, ai dirigenti e ai parlamentari di Syriza di preservare l’unità del partito sulla base delle nostre decisioni congressuali e dei nostri impegni programmatici.
Atene, 15 Luglio 2015

Il primo commento di Stathis Kouvelakis

1. La discussione in Parlamento sull’accordo è iniziata e il voto è previsto in tarda serata. Tsipras ha dichiarato nella sua intervista alla televisione pubblica ieri che l’accordo era cattivo, che lui “non ci credeva”, ma in fondo che non c’era altra soluzione. Ha anche detto che non aveva intenzione di saltare fuori dalla barca.
2. Uno sciopero contro l’accordo è stato annunciato oggi dalla confederazione dei lavoratori pubblici ADEDY. Questo è il primo test sul fronte sociale. La partecipazione allo sciopero sembra piuttosto bassa, ma il vero picco è il concentramento di questa sera di fronte al Parlamento, quando la votazione avverrà.
3. Un’ondata impressionante di dichiarazioni sono emesse da sezioni locali e regionali di Syriza che respingono l’accordo e chiamano la leadership a ritirarlo anche all’ultimo momento. Queste dichiarazioni sono state votate da schiaccianti maggioranze e di solito quasi all’unanimità. Un testo che respinge l’accordo è già stato firmato da una maggioranza assoluta dei membri Comitato centrale (vedi prossimo post). Nell’ultima riunione della segreteria politica del partito solo una piccola minoranza era a favore dell’accordo e per sostenere il governo. Euclid Tsakalotos che ha relazionato sull’accordo ha detto che non era politicamente sostenibile. Il segretario del partito, Tassos Koronakis, sostenuto da altri, ha chiesto al governo di dimettersi e la costituzione di un governo “di scopo” di transizione verso elezioni anticipate nel mese di novembre, in coincidenza delle elezioni in Spagna. La Piattaforma Sinistra in disaccordo con questa proposta ha spiegato che questo significherebbe che i parlamentari di Syriza condonerebbero per mesi un gabinetto tecnocratico per l’applicazione dell’austerità e ha chiesto al governo di ritirare immediatamente l’accordo.
4. La Piattaforma di Sinistra ha annunciato che non voterà l’accordo di oggi. In una riunione interna ieri, molto affollata e ampiamente riportata dai media (giornalisti venuti in massa, anche se è stato chiarito che non erano i benvenuti …), Panagiotis Lafazanis ha categoricamente respinto l’accordo, ha spiegato che il Grexit era l’unica soluzione e che il governo dovrebbe prepararlo. La Piattaforma di Sinistra terrà un incontro pubblico lunedi prossimo ad Atene per presentare la sua proposta alternativa ed ha chiesto il Grexit. Il settore sindacale del partito, controllato in modo schiacciante dalla Piattaforma di Sinistra, sta giocando un ruolo di primo piano nell’organizzazione delle proteste contro l’accordo.
Atene, 15 luglio, ore 14:00.