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Grecia: adeby (sindacato della funzione pubblica) contro l’austerità

Da Europe Solidaire Sans Frontières – n° 35269

Grecia: «I lavoratori e le lavoratrici devono ingaggiare una lotta politica difficile per il rovesciamento delle politiche proprie ai memorandum di austerità»

«I memorandum, invece di essere aboliti, entrano in un processo di rinnovo»

ADEDY

 

Pubblichiamo di seguito il comunicato di ADEDY (Confederazione dei sindacati dei funzionari pubblici) in data 16 giugno, che faceva appello alla manifestazione unitaria che si è svolta domenica 21 sulla piazza Syntagma (della Costituzione). La manifestazione ampia e unitaria sosteneva il governo Tsipras nei negoziati con le «istituzioni» (UE, BCE, FMI), e nello stesso tempo lo metteva in guardia contro un «accordo» che non corrispondesse agli impegni di Syriza. Un «accordo»  che piomberebbe la maggioranza della popolazione in una prolungata penuria. Le rivendicazioni avanzate nell’appello traducono la radicalizzazione di ampi settori della base di ADEDY – la confederazione del settore pubblico a fianco del GSEE, che rappresenta il settore privato – rispetto alle politiche della troika, ribattezzata «le istituzioni».

 

Malgrado lo strangolamento esercitato dai creditori – e forse a causa di questo – gli ultimi sondaggi attribuiscono a Syriza il 47,5% dei voti; 19,5% a Nuova Democrazia; 6,5% a To Potami (Il Fiume);6,5% ai neonazisti di Alba Dorata; 5,5% al KKE (PC); 4,5% ali Greci Indipendenti (ANEL, membro del governo).

 

Le ultime informazioni non indicano alcuna concessione da parte delle istituzioni che rappresentano i creditori. Il progetto di accordo presentato il 22 giugno dal governo greco andava nel senso descritto dalla dichiarazione di ADEDY: un prolungamento della logica dei memorandum. Tuttavia è stato respinto come un compitino scolastico dai creditori, FMI in testa, con la matita rossa (vedere una parte del documento riprodotto al fondo della dichiarazione di ADEDY) [1]; il FMI se la prende ancora di più con i pensionati. Cambiando dei termini – ad es. «strumenti medici» con «prodotti farmaceutici» – accresce il tasso dell’IVA sugli strumenti medici. La purga di bilancio imposta si avvicina a 11 miliardi di euro, contro i 7,9 miliardi che risultano dalla proposta fatta dal governo, proposta già inaccettabile pere ampi settori della popolazione e per la sinistra di Syriza e oltre.

 

I «negoziati» devono continuare giovedì 25 giugno alle 13. Tsipras è stato convocato mercoledì 24 giugno per ricevere la copia corretta dell’«accordo» proposto. Meglio ancora, lo stesso mercoledì, Jean-Claude Junker ha ricevuto il dirigente di To Potami, il giornalista montato dai media greci, Stavros Theodorakis. Il progetto politico di un rovesciamento del governo è nelle cartelle dei «creditori». Il messaggio è semplice: «nessun posto nell’UE per una reale politica anti austerità ».

 

Redazione A l’Encontre

                                                                                  

 

Dopo cinque mesi di negoziati, per i lavoratori è chiaro che le soluzioni dei loro problemi sono rinviate sempre più nel futuro. I memorandum , invece di essere aboliti, entrano in un processo di rinnovo. L’attacco dei grandi gruppi monopolistici del sistema finanziario internazionale e dei principali gruppi nazionali contro il nostro popolo continua e si aggrava pericolosamente. I loro piani, che si esprimono nelle proposte falsamente per superare la crisi, portano con una precisione matematica a un’austerità continuata, alla disoccupazione, all’approfondimento dello sfruttamento dei lavoratori, a nuove privatizzazioni, al proseguimento dello smantellamento dei diritti dei lavoratori, alla dissoluzione completa del sistema di sicurezza sociale, al deterioramento accresciuto del sistema della sanità pubblica e dell’istruzione, rovesciando tutte le conquiste del nostro popolo nel corso dei 100 anni scorsi.

 

Il governo, nelle proposte che ha formulato nel processo di negoziato dimostra di non tenere conto dei reali bisogni attuali dei lavoratori e delle lavoratrici, dei bisogni del grande esercito dei disoccupati, dei nostri giovani e dei pensionati. Accetta che il debito deve essere pagato nella sua totalità, quando è evidente che la sua cancellazione è una condizione preliminare per rispondere ai bisogni della popolazione. Ecco fatto, mentre il sistema sanitario è in totale declino a causa dell’enorme sottofinanziamento e della mancanza di personale; mentre le scuole si troveranno di fronte enormi problemi alla riapertura del nuovo anno scolastico, per le stesse ragioni.

 

I lavoratori e le lavoratrici non possono restare spettatori davanti a tutto quello che si sta preparando contro di loro. Devono ingaggiare una lotta politica difficile per il rovesciamento delle politiche proprie ai memorandum di austerità e per soddisfare i bisogni popolari.

 

Noi chiediamo:

  • Riparazione per le enormi perdite che abbiamo subito, tanto i lavoratori che i pensionati, a causa della politica condotta negli ultimi cinque anni.
  • Ripristino della 13a e 14a mensilità per i pensionati e più poveri e un nuovo sistema di remunerazione che risponda ai nostri bisogni tramite contrattazioni collettive con i sindacati.
  • Finanziamento immediato dei fondi pensione e una garanzia dello Stato per la loro realizzazione.
  • Istituzione di un’indennità di disoccupazione per tutti i disoccupati e le disoccupate e la realizzazione di politiche tendenti a eliminare la disoccupazione.
  • Nuove assunzioni di personale permanente per rispondere in modo adeguato ai bisogni di personale nella funzione pubblica, dando priorità al sistema sanitario, all’istruzione, al personale comunale. Meccanismi di controllo della sicurezza sociale e di tutte le strutture che contribuiscono ad attenuare le conseguenze sociali della crisi.
  • Abolizione dei memorandum e di tutte le loro leggi di applicazione.
  • Annullamento del debito, che è una condizione per la sopravvivenza del paese, del popolo e dei lavoratori.
  • Ripristino dei diritti sociali e del lavoro che sono stati abrogati nel periodo del memorandum.
  • Mettere le banche sotto proprietà pubblica e controllo sociale.

 

In questo contesto, il Comitato esecutivo di ADEDY (Confederazione dei sindacati dei funzionari pubblici) si rivolge a tutti i sindacati del settore privato, alle organizzazioni sociali e professionali, ai sindacati regionali e locali, per una mobilitazione popolare di massa, domenica 21 giugno 2015 alle ore 19 in piazza Syntagma.

 

Infine, nel caso di annuncio di un accordo tra il governo e l’Unione europea, il FMI e la BCE, il Comitato esecutivo di ADEDY si riunirà immediatamente per valutare e decidere un programma di scioperi, secondo le decisioni del Consiglio generale. Comitato esecutivo di ADEDY.

 

ADEDY (Confederazione dei sindacati dei funzionari pubblici)

                                                                                  

 

[1] Per visionare il documento