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E’ morto François Vercammen, compagno e amico

François Vercammen (Swa) è morto martedì 16 giugno, all’età di 69 anni.

Nato ad Anversa, figlio di portuali, ha aderito giovanissimo al marxismo rivoluzionario e alla Quarta Internazionale. Per la sua conoscenza della classe operaia, la sua cultura storica e la sua visione strategica, si è rapidamente guadagnato un ruolo di dirigente, prima in Belgio e poi in Europa.

Nella sezione belga della Quarta Internazionale, ha controbuito in modo determinante all’analisi della forza e delle debolezze del movimento sindacale, di quello che chiamava il «riformismo di opposizione» della FGTB. Tanti sindacalisti hanno utilizzato proficuamente le sue analisi, semplici e non semplicistiche, pedagogiche e non paternalistiche.

Nella Quarta Internazionale ha avuto, con Pierre Rousset, un ruolo fondamentale nella creazione dell’IIRF, l’istituto internazionale dei ricerca e di formazione di Amsterdam. Nell’IIRF ha approfondito la conoscenza della rivoluzione russa e del pensiero di Lenin, di cui era un grande estimatore. Nel 2005 ha organizzato un omaggio a quello che può essere definito il suo padre spirituale, Ernest Mandel, noto economista e dirigente politico. François ha scritto numerosissimi articoli e libri, spesso tradotti anche in altre lingue.

Durante gli ultimi anni della sua attività, ha dedicato le proprie forze e la propria intelligenza all’analisi del «proto-Stato dispotico europeo» e alla costruzione della Sinistra Anticapitalista europea. In viaggio continuo da un estremo all’altro del continente, ha stretto i legami in Italia con con il PRC, in Scozia con li SSP, in Danimarca con l’Alleanza Rosso-Verde, in Portogallo con il Bloco de Esquerda, in Francia con la LCR e poi con il NPA. Forte del suo buon italiano, è stato più volte nel nostro paese, appunto, per seguire da vicino il lavoro di quella che allora era Sinistra Critica e delle compagne e dei compagni che si riferivano alla Quarta Internazionale.

Noi lo ricordiamo per il suo calore umano, la sua attenzione, la sua dedizione alla lotta per l’emancipazione, con un profondo disprezzo per la gloria e per chi la ricerca.

Temibile polemista, intransigente, ma sempre rispettoso delle idee altrui, François, prima di ammalarsi, ha dedicato tutta la propria vita alla lotta per l’emancipazione delle classi sfruttate e oppresse

Era malato da anni, di una malattia che aveva spento il suo cervello e con esso la sua gioia di vivere e la sua possibilità di militare; si è spento circondato dall’affetto dei suoi cari e, in particolare, della sua compagna Leen.

Sinistra Anticapitalista gli rende omaggio.