Ultimi articoli

Grecia, incertezze e primi movimenti dal basso

di Henri Wilno, da npa2009.org, traduzione di Gigi Viglino
I commenti sulla Grecia fluttuano al ritmo delle riunioni internazionali e delle dichiarazioni di Alexis Tsipras e dei suoi ministri. Nella situazione, in questo inizio di aprile, emergono tre punti importanti.
Il primo è il proseguimento dello strangolamento economico della Grecia. Il governo Tsipras è indietreggiato sulla maggior parte delle misure proposte nella campagna elettorale di Syriza, ma quello che ora vogliono l’Unione Europea (UE) e l’FMI è che vengano applicate misure di austerità in continuità con la politica della destra. Per ora Tsipras è ancora riluttante su alcuni punti, e annuncia anche il varo di alcune misure sociali, come ultimamente l’assunzione di 4500 operatori della sanità e la soppressione del ticket ospedaliero. Ma è chiaro che l’ora delle scelte si avvicina: non è possibile tutto insieme pagare il debito, lasciar fare alla banche quello che vogliono e lasciare fuggire i capitali, e resistere a lungo ai diktat dell’UE …
Il secondo punto è che i ministri greci moltiplicano le dichiarazioni contraddittorie, poi smentite: su alcune privatizzazioni, sulla capacità della Grecia di far fronte alle prossime scadenze, sulle manifestazioni anarchiche… C’è una ragione di fondo alla base di questo: le contraddizioni interne di Syriza, tutta un’ala della quale non è disposta ad accettare i «compromessi dolorosi» di cui parlano alcuni funzionari del governo.
D’altronde, l’influente quotidiano economico inglese Financial Times scriveva il 5 aprile che molti dirigenti europei spiegano in privato che è necessaria una ristrutturazione del governo greco, con l’allontanamento della sinistra di Syriza e l’ingresso del partito centrista To Potami, e magari del Pasok. «Tsipras deve decidere se vuole essere Primo ministro o leader di Syriza» ha dichiarato al giornale un dirigente europeo.
Il terzo punto è un inizio di movimento dal basso. Una «carovana di solidarietà e di lotta», promossa da vari settori combattivi della Grecia del nord, si è conclusa con una manifestazione ad Atene il 6 aprile. Il 1° aprile si erano svolte ad Atene e in varie altre città manifestazioni di pensionate/i che chiedevano la restituzione dei loro diritti. Tali mobilitazioni sono ancora limitate, ma lo sviluppo del movimento dal basso – e la capacità della sinistra radicale dentro e fuori Syriza di legarvisi e di allargarlo – è decisivo.