Milano, No Nazi in my town

di Massimo Monti, Sinistra Anticapitalista Milano

Milano è diventata sempre più ospitale per numerose sigle ed organizzazioni neo fasciste e neonaziste, che con la copertura attiva della questura hanno potuto negli anni proporre un sempre crescente numero di iniziative di propaganda razzista, omofoba e xenofoba, tipiche di queste sigle.

Banchetti di propaganda nei mercati e nei quartieri, spazi mediatici, iniziative all’interno di scuole e università, raduni musicali e momenti di piazza che si sono susseguiti con una frequenza andata in crescendo, hanno contirbuito a rendere interessante anche per il nuovo soggetto nero-verde costruito da Salvini un’area, non particolarmente raffinata politicamente ma in grado di organizzarsi con logiche di scontro, anche fisico. Sono dunque anche andate aumentando le aggressioni a studenti, migranti, militanti antifascisti.

In questo contesto si profila un periodo particolare per la nostra mobilitazione antifascista. Quest’anno e precisamente ad Aprile, oltre al celebratissimo 70° della Liberazione dal nazifascismo, a Milano cadono almeno tre altri anniversari “tondi”: sono passati 40 anni dal sacrificio di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi e dalla morte del fascista Ramelli il 29 aprile del 1975.

E proprio quest’ultima rischia quest’anno di diventare una data spartiacque per tutto l’antifascismo milanese e non solo.
I fascisti ed i nazisti, che per l’occasione organizzano una lugubre parata, riuniti sotto la sigla ombrello de “i camerati”, in ricordo dei loro morti uccisi negli anni settanta uniscono nella celebrazione quella di un federale repubblichino, particolarmente efferato, fucilato dai partigiani durante la liberazione di Milano. Quest’anno, per sfruttare la tensione mediatica che Expo porterà in città, i fascisti hanno proclamato che la loro parata sarà un momento di raccolta per tutti gli arnesi del nazifascismo europeo, chiamando a raccolta organizzazioni di dimensioni e di livello organizzativo molto differenziate.

Poco, o meglio, nulla è stato messo in campo a livello istituzionale per fermare e contrastare questa ennesima provocazione, e d’altra parte niente era lecito aspettarsi, visto che sottovalutazione, tolleranza, quando non anche un certo livello di interlocuzione, sono le modalità con cui le istituzioni tendono a rapportarsi con i fascisti.

Dopotutto questi pericolosi, ma utili idioti, sono da sempre al servizio del potere.

In questo contesto la Milano migliore, quella antifascista, antirazzista e meticcia ha cominciato, già negli anni scorsi, a riorganizzarsi per togliere lo spazio a questi figuri, la mobilitazione cresce e diventa sempre più patrimonio condiviso di un sempre maggior numero di soggetti, e anche le proposte per organizzare percorsi di contrasto al fascismo aumentano di numero e di qualità, le capacità di analisi si affinano le assemblee sono sempre più gremite, i momenti di mobilitazione ci vedono più tempestivi nel contrasto ai fascisti.

A Milano, il 29 sarà preceduto da una serie d’iniziative, come la serata per i 40 anni dell’assassinio del compagno Claudio Varalli per mano del fascista Braggion, organizzata da Sinistra Anticapitalista a Baranzate, alle porte di Milano, dove Claudio viveva e militava, è poi in costruzione un “Festival delle Culture Antifasciste” che si svolgerà dal 25 al 28 Aprile in uno dei parchi che la mobilitazione popolare ha salvato dalla devastazione delle “vie d’acqua” per Expo, festival che poi lascerà il posto al campeggio NO Expo.

E ancora il 29 la Milano Antifascista Antirazzista e Meticcia sarà in Piazzale Susa, la piazza che tradizionalmente ospita la parata neonazista, per r che lo sfregio alla città si ripeta, questa volta con una consistente presenza di arnesi del neonazismo di tutta Europa e con una cassa di risonanza come quella di Expo.

Non ci aspettiamo niente dalle istituzioni nate dalla Resistenza, e allora la Resistenza la facciamo ancora noi in prima persona.

Milano è città medaglia d’oro alla resistenza e la memoria dell’insurrezione del 25 Aprile non è materia da mettere in naftalina: associazioni antirazziste, circoli Anpi, organizzazioni politiche e sociali, comunità migranti, centri sociali, comitati di base, tutti i giorni si battono affinché la società non sia distrutta da una guerra tra poveri che favorisce soltanto i peggiori poteri forti attraverso l’odio alimentato dell’estrema destra.

Facciamo vedere a questi nostalgici, ai loro padri, padroni e padrini politici, alle istituzioni cittadine che Milano ama la libertà e ripudia il fascismo, oggi come settanta anni fa!

Milano antifascista, antirazzista e meticcia Milano: nazisti e razzisti, no grazie!