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Cambiare il nome della troika non cambia l’austerità

di Manolis Glezos, resistente – con anni di carcere e di esilio – figura politica di primo piano e scrittore greco, ex-deputato del PASOK , poi di Syriza, nato il 9 settembre 1922 nel villaggio di Apiranthos, sull’isola di Naxos, eurodeputato, dal sito news247.gr. L’articolo è del 22 febbraio 2015

«Cambiare il nome della troika in «istituzioni», quello del memorandum in «accordo» e quello dei creditori in «partners» non cambia per niente la situazione precedente». Neanche si cambia, certamente, il voto del popolo greco alle elezioni del 25 gennaio 2015.

Ha votato perché Syriza aveva promesso: abolire il regime di austerità, che non è solo una strategia dell’oligarchia tedesca, ma anche degli altri paesi creditori dell’Unione Europea, e dell’oligarchia greca. Noi aboliamo i memorandum e la troika, noi aboliamo tutte le leggi dell’austerità. All’indomani delle elezioni, con una sola legge, noi aboliamo la troika e i suoi effetti.

È passato un mese e questa promessa non si è ancora trasformata in atto. Peccato e ancora peccato.

Per parte mia, chiedo al Popolo Greco di perdonarmi per avere contribuito a questa illusione. Ma, prima che il male progredisca. Prima che sia troppo tardi, reagiamo. Prima di tutto con assemblee straordinarie, in tutte le organizzazioni, a qualsiasi livello, i membri e i simpatizzanti di Syriza devono decidere se accettano questa situazione.

Alcuni sostengono che, per ottenere un accordo, bisogna saper cedere. Prima di tutto, tra l’oppressore e l’oppresso non ci può essere compromesso, come è impossibile tra l’occupante e l’occupato. La sola soluzione è la libertà.

Ma anche se noi accettassimo questa aberrazione, quello che i governi precedenti hanno fatto con la disoccupazione, l’austerità, la povertà, i suicidi, sostenendo i memorandum, va molto al di là di ogni limite di compromesso.