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No a Tempa Rossa

Comunicato di Sinistra Anticapitalista Taranto contro Tempa Rossa

1 settembre 2014

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Dopo l’esposizione dei dati dello Studio Sentieri nel luglio 2014 sulla incidenza dell’inquinamento rispetto ad ospedalizzazioni e mortalità nella città di Taranto e nella terra dei fuochi, i soliti noti hanno versato lacrime di coccodrillo sui dati riguardanti l’incidenza infantile e le morti precoci ed hanno fatto giuramento di  intervenire al più presto per eliminare alla fonte  tutti i fattori inquinanti.
A distanza di qualche settimana gli stessi che avevano fatto finta di indignarsi (Governo e Regione Puglia) hanno approvato il famigerato progetto Tempa Rossa.
Questo progetto voluto da varie società petrolifere (Total, Shell, Mitsui ed Eni) comporterebbe la costruzione, nell’area dello stabilimento dell’Eni di Taranto, di 2 serbatoi da 180 mila metri cubi per lo stoccaggio e lo smistamento di greggio proveniente dalla Basilicata, per un trasferimento totale annuo di 2,7 milioni di tonnellate di petrolio, e un campo boe che verrebbe interessato da un aumento di petroliere (circa 140) e da operazioni di carico e scarico. Il tutto all’interno di un’area che è già a sicuro impatto ambientale PEE (piano emergenza esterno) a causa della presenza della raffineria ENI.
La realizzazione di questo progetto comporterebbe inoltre un aumento dei fattori di rischio da incidenti rilevanti ed inoltre, nelle certificazioni prodotte dall’ENI SpA, viene esplicitamente segnalato un aumento delle emissioni diffuse pari al 12%, a cui si aggiungeranno ulteriori e certi fattori di inquinamento delle acque marine in un ambiente già difficile.
Noi ci opponiamo a questo progetto in primis perché avviene in una realtà come quella tarantina già provata da un forte emergenza ambientale a causa delle emissioni di Ilva, ENI, discariche ecc. che hanno un impatto dal punto di vista sanitario e ambientale  con aumento di patologie nella popolazione.
Tra l’altro, questo come altri progetti o grandi opere è deciso  dall’alto, senza il parere della popolazione e senza prendere in considerazione le opposizioni pervenute finora (ad esempio il consiglio comunale ha dato parere negativo a questo progetto).
In questo caso non regge neppure la scusante del  progetto che porterebbe occupazione in città, perchè dai dati esposti dalla stessa azienda si evince che non ci saranno nuove assunzioni.
Auspichiamo che si possa bloccare quest’infausto progetto, che si ritorni a discutere dei beni comuni e delle possibilità della nostra città di risollevarsi sia economicamente  che dal punto di vista ambientale, e che tutti noi, forze democratiche e di sinistra, organizzazioni, partiti, comitati e sindacati anche se con le giuste differenze fra le nostre posizioni si possa realmente unirci e discutere di ciò, senza barriere e falsi pregiudizi che fanno solo il gioco dei padroni e di chi specula e mette il profitto davanti a tutto il resto.